Che peccati

Se alle religioni togliamo la parte metafisica (quella fumosa, che se non ci credete tanto vale cambiare fede) e la parte rituale (quella noiosa, che se non partecipate poi le poche volte che lo fate vi guardano male), quel che resta, più o meno, è un sistema normativo. Tipo i dieci comandamenti. Tradotto: regole. Se le rispettate, avrete accesso alla business class della vita ultraterrena. Se le violate, seconda classe di un regionale di pendolari con l’aria condizionata rotta a fine luglio, per sempre. Molti grandi peccatori pendolari ferroviari non noteranno quindi alcuna differenza.

Per avere degli sconti di pena, fino anche al totale annullamento, esiste, quantomeno nel sistema cattolico, la confessione. Avete presente quando vi rinchiudete in un posto isolato insieme a un prete e aprite la vostra intimità a lui e non si tratta di un abuso? Ecco, quella è la confessione. Da quanto tempo non ti confessi? Hai bestemmiato? Hai fornicato? Hai rubato? E via così, anche senza domande, in una spontanea ammissione di colpe.

Allora pensavo, non si potrebbe fare una roba del genere, una confessione, che però sia laica? Con un confessore che invece di riferirsi al sistema normativo cattolico, si riferisca a quello civile, e non nel senso legislativo, e chi si metta a chiedere se parcheggi in doppia fila, se hai letto almeno un libro nell’ultimo mese, se continui a sfondarti di reality, se ti stai informando in vista del voto, se ti sei sforzato di ragionare con la tua testa oppure il tuo cervello ha deciso di abdicare, se sprechi e tutto il resto. E alla fine nessuna penitenza, perché tanto, se fai delle cazzate del genere, le stai già pagando, anche se non te ne accorgi.

 

Berlusconio

In natura esiste un – si fa per dire – processo in base al quale certi atomi, che hanno problemi di – si fa per dire – stabilità interna, tendono a raggiungere spontaneamente la stabilità emettendo delle particelle. Questo processo si chiama – si fa per dire – decadimento. Un tipo particolare di decadimento è il decadimento – si fa per dire – B. Perché un atomo instabile decada e diventi un diverso elemento ci vuole un certo tempo, detto emivita, che può anche essere – si fa per dire – 20 anni.

Non state a guardare troppo la precisione. Non ho mica fatto scienze – si fa per dire – politiche.

Ma dove vanno i moderati

L’Universo non ha un centro. Se lo avesse, il sabato sera vedremmo sfilare una moltitudine di astronavi in quella direzione. Ci sarebbero ingorghi e clacson che sbraitano. E le vedremmo anche tornare indietro, le astronavi, più diluite, fino all’alba della domenica mattina. Qualcuna, ahimè, non tornerà: le famosi stragi astronautiche del sabato sera.

La politica invece, a quanto pare, un centro ce l’ha. Se sia nato prima di destra e sinistra è questione di lana bovina. Fatto sta che da qualche tempo a questa parte vediamo sfilare in quella direzione, e non solo il sabato sera, una moltitudine di politici, al punto che ci coglie il dubbio se si tratti di una questione gravitazionale. Calcolarne l’accelerazione potrebbe risolvere il dilemma, ma nessuno sembra intenzionato a farlo.

Questo flusso centripeto di politici può sembrare molto strano, addirittura sospetto. Ma forse è come nelle grandi città: uno in centro ci va a lavorare, mica ci abita.

Come affrontare bene la caduta del governo

Innanzitutto niente panico. Non stiamo parlando di un asteroide di 12 kilometri. La probabilità che la caduta del governo causi la vostra morte o quella dei vostri cari è minima. No, non è pari a zero, ma siamo lì.

La cosa migliore che potete fare è fregarvene. Inutile farsi prendere dall’ansia per un evento che non avrà ripercussioni negative sulla vostra vita: l’idea che l’instabilità politica danneggi i cittadini più della stabilità è infatti una scemenza. Siete per caso diventati più felici, più ricchi o più belli quando c’è stato un governo lungo e stabile? Non credo. Ai politici invece è successo, guarda caso. Ecco perché sono loro i primi a preoccuparsi, se cade il governo. Quindi, se non siete dei politici di mestiere, state pure tranquilli: le cose continueranno ad andar male senza scossoni.

Inoltre ricordate sempre che in Italia il declino non ha un fine corsa. Siamo stati così bravi da scoprire un metodo per far andare le cose sempre peggio senza mai raggiungere la catastrofe completa. È una cosa che assomiglia al paradosso di Achille e la tartaruga. Scaviamo scaviamo, ma non tocchiamo mai il fondo. Il che significa che potremo andare avanti per sempre, evitando comunque il disastro. Vi pare davvero il caso di preoccuparvi?

Ah, dimenticavo: bevete molta acqua.

Uno spassionato consiglio ai terroristi di domani

Tutti devono rapportarsi alla propria epoca, anche voi terroristi. Inutile far finta di vivere in un medioevo di barbarie, massacri, ideologie e fedi. La società è evoluta, e con essa il terrore. Le bombe, le radiazioni, la minaccia chimica, il kamikaze non fanno più presa sulle persone. I dirottamenti, i sequestri, le scariche di Kalašnikov non smuovono più l’animo umano come una volta. Oggi che la tecnologia permea ogni aspetto della nostra vita, che l’intero pianeta è interconneso e viviamo immersi nelle comunicazioni, nella trasmissione d’informazioni, attraverso i nostri portatili, i nostri tablet e soprattutto con gli onnipresenti smartphone, quello che vi consiglio è di puntare su una app maligna che segnali sempre la batteria all’8%.

La famiglia tradizionale

È scoppiato un gran casino, col signor Barilla. Ha detto delle cose e le ha dette in un modo che se prendeva un B52 e bombardava un centro d’accoglienza sovraffollato usando dei gattini ripieni di esplosivo ad alto potenziale forse si metteva contro meno categorie. In giro si parla di boicottaggio, addirittura, il che non mi stupisce: là fuori è pieno di gente che cerca da una vita di dare un bel taglio ai carboidrati senza riuscirci.

Poi, ecco che riesce fuori questa famosa famiglia tradizionale. Non è questione di essere d’accordo o meno, è questione di capire di che diavolo stiamo parlando. C’era una volta la famiglia tradizionale. Ora però, dopo i Soprano, i Pritchett, i Jefferson, i Robinson, gli Addams, i Keaton, le Gilmore, i Flintstones, i Jetsons, gli Osbourne, i Simpson, i Cunningham, i Forrester, i Tanner, i Morgan, gli Stark (e i Lannister e i Targaryen e i Greyjoy… ), i Cesaroni, i Fisher, i Bluth e chissà quante altre, davvero qualcuno ha ancora il coraggio di chiamarla tradizionale?