Tutto quello che avreste voluto sapere sul Titanic (e non vi hanno mai raccontato)

La storia del Titanic ormai la sanno pure i pinguini. Anzi loro la sanno meglio di tutti, perché furono testimoni oculari, o ancora meglio protagonisti. Quindi non ci presero l’Oscar.

La vicenda che ci è stata raccontata infatti è una somma di fandonie, coperture, depistaggi e curcuma, che ormai si mette dappertutto, e fu creata a tavolino dai dirigenti della compagnia di navigazione White Star Line per far sborsare i soldi all’assicurazione e per scaricare le responsabilità del naufragio sulla Malesia. Tanto ormai.

L’insabbiamento ebbe i suoi effetti, al punto che l’unico che finì sotto accusa fu lo stagista dell’agenzia che aveva lavorato alla campagna pubblicitaria del Titanic e che aveva proposto di chiamarlo “l’inaffondabile”. Dopo avergli strappato i buoni pasto, quelli dell’agenzia lo licenziarono senza conseguenze grazie al Jobs Act, dopodiché dichiararono che l’idea originaria prevedeva di soprannominare il transatlantico “il molto difficile da affondare sebbene non si possa proprio escludere completamente”.

Un particolare che per esempio fu fatto sparire dal resoconto della vicenda fu il seguente: quella sera sul ponte di comando della nave era presente, oltre a una moldava avvenente e ubriaca, anche un ufficiale di nome Edward Cameron, bisnonno del regista James Cameron, il quale, entrato in marina dopo aver tentato inutilmente la carriera cinematografica, pensò che se lui non c’era riuscito forse qualcuno dei suoi discendenti avrebbe potuto realizzare il sogno di diventare un regista ricco e famoso. Aveva solo bisogno di una grande storia da tramandargli. Pare sia stato proprio lui a consigliare al capitano di andare a tutta manetta: “Ma le pare che la migliore nave mai costruita dall’uomo si va a schiantare addosso a un iceberg in mezzo all’Atlantico durante il suo viaggio inaugurale e cola a picco spezzandosi in due nel giro di poche ore?”. Edward Cameron era anche un rinomato iettatore. Questo però venne alla luce molto più tardi, nel 1937, mentre assisteva all’attracco del dirigibile Hinderburg (“Certo che se uno pensa che è pieno di idrogeno e basta una scintilla per trasformarlo in una palla di fuoco… “).

Questo di Edward Cameron però è solo un dettaglio di poco conto, in una vicenda che ci è giunta completamente riscritta pur di metterci dentro Kate Winslet nuda.

La verità è che la sera del 14 aprile 1912, in quel punto dell’Atlantico, il Titanic non era l’unica nave in transito (c’era anche un Mig libico in zona, ma non ebbe un ruolo determinante. Non quella sera). Per uno scherzo simmetrico della natura infatti un altro transatlantco, il Titanice, detto “l’inscioglibile”, viaggiava esattamente nella direzione opposta di quella del colosso britannico. Era partito dal Polo Nord qualche giorno prima per il suo viaggio inaugurale ed era considerato da tutti i pinguini il più grande iceberg mai costruito. A bordo c’erano 2500 pinguini. Nemmeno uno di cognome Cameron.

Poco dopo le 22 il capitano del Titanice aveva ricevuto un avviso di allerta transatlantici, a cui aveva risposto da buon vecchio lupo di mare: “Oh che diavolo, ci vedranno no? Siamo belli grossi”. Pare che un attimo prima dell’impatto abbia esclamato “Scommetto che sono malesi”.

A differenza del Titanic, tra i 2500 in viaggio sul Titanice ci fu una sola vittima, un pinguino moldavo ubriaco che venne sbalzato oltre il ciglio dell’iceberg al momento dello scontro. Cadde in mare e morì lessato.

Dopo il tragico scontro con il Titanic il Titanice proseguì nel suo percorso senza fermarsi, un po’ per la solita questione della natura indifferente alle umane tragedie, ma più che altro perché non aveva sistemi di propulsione che non fossero le correnti atlantiche, piuttosto difficili da fermare a quell’epoca (oggi lo facciamo col riscaldamento globale).

Solo tre giorni più tardi anche il Titanice andò incontro a un amaro destino.

A sole 100 miglia dalla sua destinazione alle Bahamas infatti, nei mari tropicali, il più grande transatlantico di ghiaccio mai costruito, soprannominato “l’inscioglibile”, si sciolse.

Come al solito fu lo stagista a pagarla.

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