Così lontano, così vicino

È una questione di distanza.

Da una parte c’è New Horizons. Una sonda che dopo aver viaggiato per 9 anni raggiunge il suo obiettivo principale, a quasi 5 miliardi di kilometri di distanza da noi, il pianeta Plutone, il più lontano di tutti, per analizzarlo, misurarlo e fotografarlo, e permetterci così di completare l’album dei pianeti del sistema solare da mostrare agli amici extraterrestri, quando capiteranno da queste parti a cena.
Un’impresa scientifica e tecnica che non può che sbalordire: l’equivalente a golf dell’andare in buca con un colpo solo in una par 45 con la pallina che rimbalza da un tronco d’albero all’altro per poi passare attraverso una tempesta di sabbia e un motoraduno in provincia di Belluno, postando nel frattempo su Instagram le foto del percorso.

Dall’altra parte c’è l’Europa. Un continente che è qui, ce l’abbiamo sotto i piedi, non va da nessuna parte, esclusa la deriva dei continenti naturalmente, e che vorrebbe essere un’Europa dei popoli, una comunità, un’unione non solo nel nome, ma che in questa direzione, soprattutto negli ultimi tempi, non sembra proprio riuscire ad andarci.
Un’impresa umana il cui equivalente sta diventando una coda a uno sportello dove si distribuisce la paghetta ma solo se hai fatto il bravo. In cui chi è dentro è dentro chi è fuori è fuori, ma se fuori ci sono le merci ok, loro possono entrare, invece se fuori ci sono le persone che restino lì, perché le frontiere aperte sono quelle interne, e anche quelle, se c’è bisogno, è un attimo chiuderle.

È certamente una questione di distanza. Non c’è altra spiegazione.

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2 thoughts on “Così lontano, così vicino

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