Un vitale servizio telefonico

Una telefonata allunga la vita, diceva quella pubblicità della Sip con Massimo Lopez. A Gaza la adorerebbero.

Lì, infatti, al di là dell’operatore mobile che uno ha, c’è questo servizio telefonico utilissimo che in pratica ti avverte se stanno per bombardarti casa. Non so esattamente come funzioni, se ci sia una voce registrata o un operatore in carne e ossa (“Buonasera, sono Yaacov da Tel Aviv”), però funziona così: qualche minuto prima che un missile riduca in macerie la casa dove vivi, ti squilla il telefono e ti dicono di andartene di lì, di volata.

Il servizio, sebbene molto apprezzato, ha comunque dei difetti.

Per esempio. Se ti stanno per bombardare probabilmente pensano che ti girino per casa quelli di Hamas. Se è vero, ti hanno beccato, ti conviene correre. Se però non è vero la prima cosa che fai è protestare. Provi a contattare un operatore, cerchi di farti passare l’ufficio dell’intelligence, resti in attesta ascoltando jingle rilassanti. Appena dall’altra parte si sente un “Mi dica” muori. E dire che ti eri appena iscritto al registro delle opposizioni.

Ci sono anche quelli che per non ricevere la brutta notizia staccano il telefono.

Ci sono quelli che non rispondono perché “Se è importante richiamano”.

Ci sono quelli che “Io ai numeri sconosciuti non rispondo”.

E chi non sente suonare il telefono, anche.

Poi ci sono quelli che non gli arriva la telefonata. Perché è arrivata al vicino. E l’ultima cosa che vedono, dalla finestra, è lui che corre come un pazzo in strada, come se lo stessero per ammazzare.

C’è anche chi pensa che, se proprio non vuoi ammazzare gente, smettere di sparare è un buon punto di partenza.

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