Grazie, attrazione gravitazionale

Certe volte la forza di gravità l’abbraccerei.

Se avesse un corpo, un corpo materiale, lo farei volentieri. Anche perché, ne sono certo, sarebbe un donna bellissima. La stringerei fra le mie braccia e le sussurrerei Grazie all’orecchio. La bacerei anche. Castamente, sulle guance. Oppure con passione. Poi lei mi darebbe uno schiaffo e finirei in un universo parallelo o ridotto come una stella di neutroni, una roba del genere. Ne varrebbe la pena però, pur di mostrarle la mia gratitudine.

Grazie, attrazione gravitazionale, le direi, Grazie perché questi uomini potenti, che in tanti modi governano le nostre vite con la loro politica, la loro fede e le loro aziende, e che spesso si fanno beffe delle leggi della giustizia e dell’etica, se ne stanno così assorti nella contemplazione della loro grandezza che dimenticano le uniche leggi a cui, nonostante il potere sconfinato che hanno a disposizione, non possono sottrarsi.

E allora grazie, forza di gravità (scusa se ti chiamo col vezzeggiativo), grazie di riportarceli giù a terra, questi potenti, quando ne hai l’occasione. Come l’altro giorno, a Genova, con Berlusconi che è volato giù dal palco.

Grazie per ricordare a questi signori, ogni tanto, che possono governarci sì con le loro leggi o le loro divinità o i loro prodotti, ma se inciampiano cascano, come tutti noi.

E come cascano.

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2 thoughts on “Grazie, attrazione gravitazionale

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