Cielo, uno scarabeo!

Secondo me la realtà è piena di connessioni da inventare. O, al più, da scoprire.

Pochi giorni fa, tramite un tweet di Amedeo Balbi, ho scoperto l’esistenza della Scala di Bortle, che misura la luminosità del cielo notturno in base all’inquinamento luminoso e ci dice quali oggetti celesti siano visibili o meno. La maggior parte di noi vive sotto classi di cielo che vanno dalla 9 (cielo di centro città, in pratica vi accorgereste di un’invasione aliena quando già non c’è scampo) fino alla 4 (cielo rurale/suburbano, nonostante la buona visibilità, l’orizzonte luminoso vi ricorda sempre da che parte potete trovare un centro commerciale). Esiste però anche una classe 1 (cielo buio eccellente), piuttosto rara, che è il miglior cielo notturno che possiate esperire, e che ha una strana caratteristica: è lui a essere luminoso. Cioè: è talmente buio che il cielo fa luce, e la Via Lattea proietta ombre sul terreno. Se invece vi aggirate sotto una classe 5 o più, la Via Lattea potete solo immaginarvela.

Sempre pochi giorni fa, ho letto della consegna degli Ig Nobel, ovvero quei premi che vengono assegnati annualmente alle ricerche scientifiche più bizzarre, se non ridicole, “che prima fanno ridere e poi pensare”. Per la categoria congiunta Astronomia e Biologia è stato premiato uno studio intitolato “Dung Beetles Use the Milky Way for Orientation”. Gli autori della ricerca hanno scoperto che lo scarabeo stercorario, nei suoi percorsi notturni con la pallina di sterco, riesce a orientarsi magnificamente usando come riferimento la Via Lattea.

Perciò, a causa dell’inquinamento luminoso, è pieno di scarabei che si sono persi mentre portavano a casa la loro pallina di cacca.

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