Una cosa che non sapevo di Cuneo

Leggendo un libro intitolato OY OY OY! – Umorismo e sapienza nel mondo perduto dello yìdissh (il titolo originale è un più pacato The Joys of Yiddish), di Leo Rosten, che è una specie di glossario yìddish a sfondo umoristico, a un certo punto, alla voce “Chelm”, parola che indica una “leggendaria cittadina popolata di imbecilli, allocchi, mammalucchi, tutti irresistibilmente simpatici”, è scritto così:

Comunque siano andate le cose, Chelm sarebbe rimasto un nome a tutti sconosciuto, senza alcun diritto di entrare in questo lessico, non fosse stato per il folklore ebraico, che l’ha reso la patria archetipica degli imbecilli, l’orto delle teste di cavolo e di rapa, il filare dei bietoloni, l’equivalente ebraico di Kampen in Olanda, Cuneo in Italia, Schildburg in Germania, tutti luoghi rinomati per le loro idiozie.

Ora, io non so se sia vera, questa cosa, però, visto che qualcuno di Cuneo lo conosco, vedo di farci caso.

Oddio, qualche sospetto lo avevo.

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La svolta autoritaria

È inaccettabile.

Che fine stanno facendo i principi democratici? I diritti dei cittadini?

Pretendo di decidere io cos’è meglio per me.

No che mi dici Si va di qua, Si va di là. E quando.

Tu puoi indicare il percorso, magari. Ma la scelta resta mia.

Hai capito bene, TomTom fascista?

Giro alla prossima.

(poi al massimo torno indietro)

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Accosta Concordia

Può succedere l’impensabile. E il bello è che appena l’impensabile succede diventa pensabile. Così ti ritrovi a pensare l’impensabile, e poco dopo invece ti ritrovi iscritto a Filosofia.

Come ti viene in mente che una grande nave da crociera possa naufragare catastroficamente per un gesto un po’ sbruffone del capitano?

Era impensabile, fino al 13 gennaio 2012.

Adesso allora potrebbe anche succedere che il relitto della Concordia, nel suo tragitto verso Genova, a un certo punto venga affiancato da una pattuglia della Guardia costiera, coi lampeggianti accesi, che gl’intimi di accostare. E una volta fermo da una parte, un agente salirebbe a bordo e inizierebbe a guardarsi intorno e a dire cose tipo “Lo sa che ha una fiancata distrutta?”, oppure “Andava così piano che intralciava la normale circolazione”, e probabilmente ci scapperebbe la multa e chissà quanti punti.

Ora però questa cosa non è più impensabile, perciò non accadrà.

E il dubbio che non ci lascia dormire la notte – oltre a E adesso, al Giglio, cosa fotograferanno? – è: se ci mettiamo d’impegno e pensiamo tutto l’impensabile, poi non succede più un cazzo?

Si potrebbe anche fare la prova.

Volendo.

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Senza farne un’attenta analisi

Poi, il bello dei libri, secondo me, è che anche “un classico della letteratura europea del dopoguerra” nonché “una delle principali opere mai scritte in lingua catalana”, ti possa fare due coglioni così.

C’è mica niente di male.

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Ricorsi di scrittura

C’è pieno di corsi di scrittura in giro. E bisogna stare molto attenti, altrimenti ci si ritrova iscritti. Un po’ com’era una volta con le enciclopedie porta a porta:

DRIIIIINNNH
- Buongiorno, interessa un’enciclopedia medica in 3 volumi?
- No grazie.

e dopo un mese ti arrivavano a casa il primo di 24 volumi di un’enciclopedia storica in francese e il comodo talloncino per il pagamento dell’intera opera (6 milioni e 350 mila lire).
(Protestare era inutile, perché all’epoca la legge era ambigua – come oggi – e rispondere “No grazie” era considerato assenso)

Quindi, anche in strada, state attenti. Vi basta un ciao buttato là per ritrovarvi iscritti a un seminario di scrittura filmica, o a un workshop di storytelling, o a una degustazione di Rosso Piceno con integrato corso di poesia olfattiva.

Siate circospetti. C’è pieno di scrittori che vogliono insegnarvi a scrivere.

E se vi trovate alle strette, se siete circondati e non avete scampo, siate spietati. O voi o loro. Chiedetegli “Ma tu, scrittore, che ci tieni tanto a farmi scrivere bene, se poi m’insegni bene e viene fuori che sono bravo davvero, non ti sei fabbricato con le tue mani un ennesimo concorrente, in un paese dove scrivono pure le guarnizioni delle caffettiere bruciate? Oppure insegni male apposta, proprio per evitare la concorrenza, e ai tuoi corsi non viene più nessuno, proprio perché insegni male? Non ti conviene startene a casa, scrittore, invece d’insegnare a scrivere bene agli altri, e scrivere bene tu?”.

Preso da un attimo di sconforto, lo scrittore vi lascerà andare. Fuggite in fretta. Non ci metterà molto a ricordarsi perché lo fa.

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Viaggi veri low-cost

C’è la crisi. Non so se l’avete saputo.

Per le vacanze perciò ci si arrangia. Di nuovo.

Mentre si riflette sulla fortuna che ha Maometto, sempre che gli piaccia la montagna, si cercano soluzioni a basso costo. Low-cost, nel nuovo italiano ufficiale.

Di vacanze adatte anche alle tasche dei marsupiali se ne trovano parecchie, di questi tempi. I cartelli sulle vetrine delle agenzie parlano chiaro:

“L’Egitto visto dall’Atlante DeAgostini, 289 euro!”

“La via della seta – Tour delle mercerie del vostro quartiere, 309 euro!”

“Soggiorni [nel senso del luogo, NdR] per anziani – Pensione completa [nel senso del prezzo, NdR]”

“A casa vostra a soli 99 euro a persona!”

Poi, se avete un po’ di spirito d’adattamento, quest’anno ci sono delle occasionissime:

Sposta Concordia – Una splendida crociera di sopravvivenza a bordo del rudere della Costa Concordia. Dall’Isola del Giglio a Genova senza scali intermedi, sempre al centro dell’attenzione mediatica. Ogni sera spettacolo di ribaltamento e cena con l’ex capitano.

Striscio a Gaza – Per gli amanti dell’escursionismo estremo, un percorso obbligato attraverso le viuzze della striscia di Gaza, circondati dalla natura umana e da continue esplosioni di entusiasmo. Con un piccolo supplemento sono disponibili i pacchetti “A casa del terrorista” e “Assalto al checkpoint” (non assicurati).

Lo stadio successivo – Chiunque voglia essere testimone di un momento storico del capitalismo sportivo non può rinunciare a questo viaggio attraverso il Brasile post-mondiale. Per immortalare i primi istanti di abbandono delle mastodontiche strutture sportive costruite su richiesta della Fifa e poter dire “Io c’ero” ai primi segni di degrado.

Oppure, se proprio non avete un centesimo, fate come me. Vacanze su internet.

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Deutschland wuber alles

Questa cosa che una nazione di gente inquadrata, organizzata, seria, precisa e con la passione per le salsicce primeggi in diversi settori è una vera follia.

Se continuiamo così, il talento a briglie sciolte, il caos e l’improvvisazione dovranno cedere il passo alla disciplina, alla coordinazione, allo sforzo comune.

Saremo costretti a rinunciare al colpo di genio improvviso, alla soluzione inaspettata, all’illuminazione, e ci toccherà metterci lì a pianificare, costruire, mettere alla prova, aggiustare, provare di nuovo.

Il rigore. Il razionalismo. Le regole.

Il modello tedesco.

Tanto valeva lasciargli vincere la seconda guerra mondiale.

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Un vitale servizio telefonico

Una telefonata allunga la vita, diceva quella pubblicità della Sip con Massimo Lopez. A Gaza la adorerebbero.

Lì, infatti, al di là dell’operatore mobile che uno ha, c’è questo servizio telefonico utilissimo che in pratica ti avverte se stanno per bombardarti casa. Non so esattamente come funzioni, se ci sia una voce registrata o un operatore in carne e ossa (“Buonasera, sono Yaacov da Tel Aviv”), però funziona così: qualche minuto prima che un missile riduca in macerie la casa dove vivi, ti squilla il telefono e ti dicono di andartene di lì, di volata.

Il servizio, sebbene molto apprezzato, ha comunque dei difetti.

Per esempio. Se ti stanno per bombardare probabilmente pensano che ti girino per casa quelli di Hamas. Se è vero, ti hanno beccato, ti conviene correre. Se però non è vero la prima cosa che fai è protestare. Provi a contattare un operatore, cerchi di farti passare l’ufficio dell’intelligence, resti in attesta ascoltando jingle rilassanti. Appena dall’altra parte si sente un “Mi dica” muori. E dire che ti eri appena iscritto al registro delle opposizioni.

Ci sono anche quelli che per non ricevere la brutta notizia staccano il telefono.

Ci sono quelli che non rispondono perché “Se è importante richiamano”.

Ci sono quelli che “Io ai numeri sconosciuti non rispondo”.

E chi non sente suonare il telefono, anche.

Poi ci sono quelli che non gli arriva la telefonata. Perché è arrivata al vicino. E l’ultima cosa che vedono, dalla finestra, è lui che corre come un pazzo in strada, come se lo stessero per ammazzare.

C’è anche chi pensa che, se proprio non vuoi ammazzare gente, smettere di sparare è un buon punto di partenza.

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