Aggiornamento M5S

Oggi è una giornata cruciale per il Movimento 5 Stelle. Sulla piattaforma Rousseau infatti, a parte il voto su Di Maio, evento di ben poco conto e alquanto scontato nell’esito, usciranno i nuovi aggiornamenti di Toninelli, ministro pentastellato contraddistinto da una serie di bug che fin dall’inizio del suo mandato ne ha compromesso il funzionamento.

Di seguito, la lista degli aggiornamenti che i 5 Stelle rilasceranno in giornata per risolvere alcuni dei bug che affliggono Toninelli:

  • TNL 1331.2: risolve il bug 99Ag “Toninelli fissa il vuoto dopo una domanda di un giornalista”; con questo aggiornamento i tempi di reazione dovrebbero passare da 11 secondi a 5 secondi e mezzo;
  • TNL 1378.004: risolve il bug P0Rt1 “il comando vocale ‘Toninelli chiudi i porti’ fallisce” ; con questo aggiornamento Toninelli avvierà la procedura di chiusura dei porti tramite messaggio vocale di Salvini;
  • TNL 1403.a: risolve il bug COn1 “overflow per conteggio di interi – Toninelli conta solo fino a 31, poi si azzera”; con questo aggiornamento Toninelli riuscirà a contare fino a 33 [solo per macchine con RAM>8GB]
  • TNL 1414.7: risolve il bug “output vocale random – Toninelli fa dichiarazioni casuali e non booleane”; con questo aggiornamento Toninelli non emetterà più frasi come “ponte su cui si potrà mangiare e giocare” o “tunnel del Brennero” o “cicci cicci birilli cacca pupù”;
  • TNL 1449.r1: risolve il bug “riavvio inaspettato”; con questo aggiornamento Toninelli non si riavvierà più quando dovrà rispondere a domande molto tecniche, ma andrà in sleep mode;
  • TNL 1502.4: risolve il bug “overflow per flusso di lavoro”; con questo aggiornamento Toninelli andrà in stand-by dopo 8 ore di geolocalizzazione presso il ministero;
  • TNL 1513.y1: risolve il bug “surriscaldamento CPU per dossier ministeriali”; con questo aggiornamento viene aumentata la velocità delle ventole di raffreddamento della CPU di Toninelli, in modo da evitare surriscaldamenti in fasi critiche di lavoro (lettura, scrittura, divisione per 3);
  • TNL 1622F: risolve il bug “salvataggio di Salvini da sequestro di persona”; con questo aggiornamento Toninelli potrà salvare Salvini anche da altre accuse e in altri formati;
  • TNL 1638.1: risolve il bug “basso volume permanente”; con questo aggiornamento si potrà dare più volume ai capelli di Toninelli;
  • TNL 1717: risolve il bug “mancata selezione altre lingue”; con questo aggiornamento si potrà ascoltare Toninelli, oltre che in lingua originale, anche in italiano;
  • TNL 1721S: risolve il bug “rimozione sicura di sottosegretari”; con questo aggiornamento si potrà rimuovere qualsiasi sottosegretario senza rischiare il crash del sistema;
  • TNL 1753: risolve il bug “fallita disinstallazione”; con questo aggiornamento si potrà disinstallare Toninelli dal proprio pc, ma resterà comunque nella memoria, per molto molto tempo.

Come si può vedere, nonostante l’impegno dei programmatori 5S, i problemi più importanti restano irrisolti. Per quelli, fanno sapere da Rousseau, toccherà attendere il Service Pack “Caduta del governo”.

Tenetevi aggiornati.

Adesso basta

Adesso ti giuro, per quant’è vero Iddio, mi alzo da qui vado di là faccio un casino. E beh, per forza, non se ne può più. Non si può mica andare avanti così. Vado di là e gliene dico quattro. Quattro poi: gliele dico tutte. Tutte una per una. Perché non se ne può più. Non se ne può, davvero, più.

Adesso, te lo giuro sulla buon’anima di mia madre, su mio padre, sul busto di Lenin, mi tiro su corro in cucina apro la porta come se dovesse venir giù tutto il muro, apro la porta così forte che vedi se non vola via la pendola da muro con quei suoi stramaledetti rintocchi ogni quindici minuti, quella pendola della malora che ci ha regalato lo zio Alvaro, che poi voleva regalarci il robot da cucina, lo zio Alvaro, per il matrimonio, invece poi se n’è uscito con la pendola, chissà come gli è venuto in mente di regalarci una pendola da muro, dico io, chissà chi gliel’ha messa in testa, che non è nemmeno facile da trovare, una pendola da muro, dove la vai a cercare? in che negozio si va, di arredamenti? di casalinghi? dall’orologiaio? non lo so mica. Eh, ma lo so io chi gliel’ha messa in testa, la pendola. Certo che lo so. Ora basta però. È ora di finirla, una volta per tutte. Ma sul serio, ti dico.

Questo è un estratto di “Adesso basta”, una specie di monologo che ho scritto un po’ di tempo fa e che è stato pubblicato nell’Almanacco 2019 della Quodlibet, a cura di Ermanno Cavazzoni.

Oltre al mio, nell’Almanacco ci sono gli scritti di Paolo Albani, Patrizia Barchi, Daniele Benati, Nicola Bonazzi, Paolo Colagrande, Elena Contenta Patacchini, Ugo Cornia, Alessandro Della Santunione, Ivan Fantini, Michele Farina, Enrico Ferratini, Luigi Godino, Andrea Lucatelli, Giovanni Maccari, Gianfranco Mammi, Francesco Marsibilio, Michele Mellara, Luca Mirabile, Paolo Morelli, Jacopo Narros, Mauro Orletti, Paolo Pergola, Alberto Piancastelli, Sara Ricci, Davide Ruffini, Irene Russo, Marino Santinelli, Vincenzo Scalfari, Aldo Testa, Stefano Tonietto, Paolo Vistoli.

Poi il 31 maggio, a Reggio Emilia, alle 21, ai chiostri di San Pietro, se ne legge qualche pagina dal vivo.

Non vale mica la pena

Siccome è una cosa che ho visto fare, e sono curioso di vedere che effetto fa e quanto ci vuole a farlo, volevo scrivere un post qui sul blog, poi, dopo averlo pubblicato, invece di condividerlo nel solito modo su Facebook, cioè condividendo il link o usando il tasto condividi che è qua sotto (spero), volevo fare uno screenshot, cioè un’immagine del post stesso, e pubblicare quello su Facebook, in modo che uno che è su Facebook possa leggere il post direttamente da lì, nell’immagine pubblicata, così non si affanna a cliccare il tasto del mouse e aprire un nuovo link per venire a leggere qui il post, anche perché, questo post, tutto sommato, non vale mica la pena leggerlo.

Il prossimo dittatore italiano

Facciamo così. Per evitare una serie di polemiche inutili e noiose, e anche una serie di gag che poi alla lunga stufano, il prossimo dittatore italiano, una volta caduto, vediamo di appenderlo dal verso giusto.

Anzi, per essere ancora più sicuri, il prossimo dittatore italiano, quando cade, vediamo di non appenderlo per niente. Lo si appoggia a un muro, lo si stende a terra. Non lo so. Basta non appenderlo.

E se invece, per essere proprio sicuri sicuri al cento per cento, il prossimo dittatore italiano ce lo evitiamo proprio?

Dico soprattutto per praticità.

Sarà che è primavera

Forse l’ho già scritto, ma qualche giorno fa una persona mi ha chiesto Come si chiama il tuo blog?, così gli ho detto Mixmic punto it. Solo che non ha capito, perché mixmic in effetti non si capisce, a voce, com’è scritto, e allora gliel’ho ripetuto, ma non ha capito di nuovo, e alla fine gliel’ho scritto su un pezzo di carta, per fare prima. Allora ho pensato che forse era meglio usare un nome che, a voce, si capisca com’è scritto, e ho fatto una serie di cose tecnomagiche per cui adesso, se mi chiedono Come si chiama il tuo blog?, posso dire Cristianomicucci punto it, anche se non è proprio vero. Magari non lo capiscono la prima volta che lo dico, ma alla seconda sì.

Poi, già che c’ero, sarà che è primavera, ho pure cambiato il nome del blog che compare in cima, e che prima era Mix, e che adesso invece è Delle cose che ho scritto. Secondo me come titolo spiega meglio cosa c’è, dentro questo blog. Ho anche tolto un po’ di robe che non servivano, come il sottotitolo, e messo in alto il logo della barba che ride, che chissà perché non avevo messo, prima.

Nient’altro, mi pare. In caso vi faccio sapere. So che ci tenete.

Il governo come opportunità


Un governo come quello che c’è adesso in Italia, secondo me, è una grande opportunità. Se riusciamo a trovare delle belle vetrinette dove esporlo, e facciamo pagare dieci ma anche quindici euro a visitatore, sono sicuro che un punto un punto e mezzo di PIL lo tiriamo su, perché dall’estero figurati se non vengono a vedere un’attrazione simile, figurati se non fanno le code per visitarla, per farcisi i selfie, per comprare i souvenir dedicati, prendere il catalogo, per raccontare quando tornano a casa che roba incredibile che hanno visto lì, in Italia.

Il governo poi, figurati se si tira indietro davanti a un progetto simile. Gli dici di risollevare le sorti economiche del paese senza che ci sia bisogno che facciano nulla. Anzi, addirittura mettendosi in vetrina. Capace che ci stanziano anche delle cifre.

Così vinciamo tutti.

Ora l’unica cosa è trovare delle belle vetrinette.

Deregolamentazione

C’è stato un periodo, secondo me, in cui conoscevo le regole dell’italiano, e scrivevo cercando di rispettarle. È da un po’, invece, che è come se me le stessi scordando, è come se le stessi mettendo da parte. O meglio, uso quelle che mi servono, come fa qualunque artigiano coi suoi strumenti. Se non sono utili allo scopo, le lascio lì sul tavolo. Qualcuno potrebbe pensare “facile così eh”, e invece no, è più complicato. Ma è anche molto, molto più divertente. Sono diventato un somaro, direbbero a scuola. Un somaro che ride.

Biografie

L’altro giorno ho dovuto scrivere una mia breve biografia per un libro che uscirà fra un paio di mesi e che conterrà, tra gli altri, un mio racconto. Mi era già capitato altre volte di scrivere queste cosiddette notizie sull’autore, coincidendo io con quest’ultimo, che sono poi finite in libri, siti web o su etichette di prodotti alimentari sospetti. Confrontando la biografia che ho scritto l’altro giorno con quelle più vecchie, mi sono accorto che nel corso del tempo le ho scritte sempre più brevi. Le prime biografie erano lunghe, arzigogolate, piene di battute e gag. Le ultime, pur avendo nel frattempo accumulato più biografia, sono formate da pochissime righe e da informazioni essenziali.

Sarà che all’inizio, quando uno non ha molto da scrivere di sé perché non ha fatto granché, si sente così poco importante che finisce per metterci di tutto, nelle biografie. E sarà che alla fine, quando uno da scrivere ne ha, si sente così poco importante per aver fatto quelle cose che nemmeno gli passa per la testa di scriverle.

Così, di anno in anno, all’aumentare delle esperienze, le biografie si assottigliano. Quelle perfette, evidentemente, sono solo nome e cognome.

Importantissima

«La verità» ha detto la signora Ross «dal momento che me la impongono, non m’interessa». Sono rimasto tutto il pomeriggio colpito da quest’aforisma pensando che avrebbe segnato un nuovo periodo della mia esistenza. A sera, accanto al focolare, ho pregato la signora Ross di spiegarmi meglio la sua frase, per me importantissima. Non se la ricordava.

[Ennio Flaiano, La saggezza di Pickwick, in Diario notturno, Adelphi 1994, p. 96-97]