Il mondo dei No vax

Anno 2035. La popolazione mondiale è ridotta a 13 milioni di abitanti. Tra il 2031 e il 2032 infatti, tutti coloro che avevano ricevuto il vaccino contro il Covid-19 sono morti a causa di un misterioso e letale effetto collaterale. Tale effetto è insorto in ogni vaccinato esattamente a dieci anni dalla vaccinazione, proprio lo stesso giorno, ma verso le otto di sera. Una fatale modifica del DNA che spingeva la persona colpita a chiedere “Ordiniamo del poke?” e a collassare immediatamente dopo priva di vita.

Nei paesi ricchi le perdite hanno sfiorato il 99%, perché fra campagne ministeriali, pass sanitari, obbligo di vaccinazione e appello della Ferragni solo una minima parte della popolazione, i No vax inossidabili, è riuscita a non vaccinarsi. Nei paesi poveri invece erano morti in pochissimi, perché i paesi ricchi col cavolo che gli avevano mandato davvero le dosi necessarie, ma poi sono morti per le solite ragioni per cui si muore a grappoli nei paesi poveri. Nonostante non ci fosse più nessuno che li aiutava a casa loro.

Negli anni successivi al 2032 sono morti anche molti No vax, perché se c’è un problema causato da una quasi estinzione, è quello della mancanza dei servizi. Sanità, trasporti, commercio, birrifici artigianali: tutte le basi su cui si reggeva la civiltà sono venute a mancare da un momento all’altro. Innumerevole il numero delle morti per fame causate dalla scomparsa improvvisa di Just eat.

Anche in Italia tutto è andato in pezzi. Hanno resistito solo il Codacons e il Garante della privacy. Ad oggi la popolazione dell’intera penisola conta solo 11 mila persone, di cui 8 mila a Milano. Perché comunque Milano è Milano. Lì la catastrofe è tangibile come in nessun altro posto: hanno addirittura annullato il Fuori Salone.

Internet non esiste più. Un virus cinese ha mandato in crash il 99% dei server nel 2033, il resto l’ha fatto l’assenza di manutenzione. L’unico sito rimasto in piedi è Dagospia. Anzi, DagospIA, perché pare che a tenerlo in vita sia un’intelligenza artificiale avida di gossip.

Il mondo, adesso, appartiene ai No vax. Dopo anni di lotte e proteste, dopo anni di prese in giro e meme, dopo anni di restrizioni e clandestinità, finalmente hanno avuto ragione. Il loro è il più potente grido “ve l’avevamo detto!” che la storia ricordi, peccato che ad ascoltarlo non ci sia nessuno. Nonostante tutti gli altri siano cadaveri in avanzato stato di decomposizione, i No vax si aggirano comunque nelle deserte vie delle svuotate città perennemente a testa alta e con un ghigno stampato in faccia. Cosa non può il senso di rivalsa?

In una via qualunque di una città che la natura si sta riprendendo in fretta, tra automobili abbandonate, rifiuti di plastica e scarafaggi che scorrazzano indisturbati, s’incontrano due di questi ormai padroni della Terra. Due No vax.

– Ehi.
– Ehi ciao. Come va?
– Non posso lamentarmi. E tu?
– Le solite cose.
– Sai dove posso trovare un po’ di cibo? Le mie scorte stanno finendo.
– Se vai in centro, da quella parte, c’è una specie di negozio di alimentari.
– Un alimentari?
– Sì. Verdura, frutta, uova, formaggio. Pane. Qualche volta c’è persino la carne. Oh, non ti aspettare granché.
– Ma è fantastico, sono due settimane che mangio solo pere e scarafaggi.
– Pere e scarafaggi?
– Come abbinamento non è male, però alla lunga…
– Comunque laggiù c’è un ipermercato abbandonato con ancora gli scaffali pieni di cibo in scatola.
– Grazie, ma quella roba cerco di non toccarla. Giusto se non mangio da tre giorni.
– Pure io evito, con tutti quei conservanti e coloranti. Robaccia.
– Peggio di quelle merda solo i vaccini.
– Davvero.
– Eppure c’era gente che ci faceva la fila.
– Per il cibo in scatola?
– Per i vaccini.
– Ah.
– E sai dove portava invece quella fila?
– Dove?
– Al cimitero.
– AHAHAAHAHAHAHAH.
– AHAHAHAHAHAH
– AHAHAHAH.
– AHAHAH.
– Ahahah.
– Ahah.
– Ah
– Mh.
– Tra l’altro, visto che siamo rimasti così pochi, sai di cosa non dovremo preoccuparci più?
– Di cosa?
– Del riscaldamento globale.
– NON C’È ALCUN RISCALDAMENTO GLOBALE!!