Surfin’ Universe

Fra le innumerevoli frasi che Einstein non ha mai detto, e che insieme ai gattini e alle amache di Michele Serra riempiono le bacheche di Facebook, ce n’è una che dice: “Mi ci gioco le palle che esistono le onde gravitazionali”.

Iniziava proprio così infatti il suo lavoro del 1918 intitolato Über Gravitationswellen, in cui prediceva l’esistenza del trasporto privato con autista tramite app per smartphone e approfondiva la questione delle onde gravitazionali, fenomeni previsti dalla sua di poco precedente Teoria della relatività generale.

La Relatività generale, in particolare, non faceva altro che spiegare come era fatto l’Universo su grande scala, che è un po’ quello che fa vostra moglie in macchina il sabato pomeriggio, mentre vi aggirate attorno al centro commerciale in cerca di un parcheggio, solo con meno formule.

(per capire l’importanza della Relatività generale: senza, gli unici film di fantascienza che vedremmo sarebbero quelli con Godzilla)

Detta come se avessi studiato alla scuola Radioelettra, ma con buoni risultati: tutto quanto c’è nell’Universo galleggia in un mare di spaziotempo.

Prima di Einstein c’erano lo spazio (1 metro) e il tempo (1 secondo), ben separati; lo spettinato Albert però si rese genialmente conto che per fare 1 metro ci metteva 1 secondo, quindi le due cose andavano considerate insieme, indissolubili. Ualà lo spaziotempo.

In questo oceano di spaziotempo, attraversato continuamente e in ogni direzione da una miriade di entità microscopiche che interagiscono in tutti i modi possibili, come una sorta di plancton quantistico, ci sono anche i moti ondosi, che sono provocati da cataclismi cosmici come lo scontro fra due buchi neri, oppure la rotazione di certi sistemi stellari binari, o anche il repentino movimento del solito (e sempre utile in questi casi) Marione Adinolfi nostro.

Questi moti ondosi però, queste onde gravitazionali, hanno il difetto di essere difficilmente rilevabili e allo stesso tempo facilmente non rilevabili, un’accoppiata che ha rappresentato per moltissimi anni una vera e propria sfida per il mondo della fisica e per quello della filosofia del linguaggio.

Ora però, finalmente, a un secolo dalla loro teorizzazione, e a quasi 53 anni dalla morte di John Fitzgerald Kennedy, le onde gravitazionali sono state rilevate. Questa volta direttamente.

(per farvi capire la differenza tra rilevazione diretta e indiretta: le fatture del carrozziere sono la rilevazione indiretta del tizio che per anni vi ha disegnato con un chiodo un membro maschile sulla portiera della macchina. Ecco, questa volta l’avete beccato mentre lo stava disegnando, il cazzo: rilevazione diretta)

Ci sono voluti 100 anni, due interferometri laser lunghi qualche chilometro (anzi miglia, ché sono americani) e distanti qualche migliaio di chilometri (miglia), centinaia di scienziati, 741mila litri (miglia) di caffè americano, 908 tonnellate (miglia) di ciambelle e la collaborazione di un gruppo di ricerca con sede nella campagna pisana.

E più di ogni altra cosa, c’è voluto lo scontro tra un buco nero di 36 masse solari e un altro buco nero di 29 masse solari, i quali, 1,3 miliardi di anni fa, sono corsi l’uno contro l’altro a metà della velocità della luce pur di schiantarsi e infine unirsi per creare una famiglia tradizionale fatta di singolarità, disco di accrescimento e orizzonte degli eventi.

Tutto questo cataclisma cosmico per farci sentire una specie di bzzz, che potete ascoltare qui.

(pur essendo un impatto di più di un miliardo di anni fa, suona molto più moderno di certe canzoni sentite a Sanremo)

Il ruolo dell’Italia in questa lunga ricerca è stato fondante e fondamentale. Nascosto nelle campagne toscane, infatti, questa volta non c’era un serial killer, ma VIRGO, un interferometro senza il quale LIGO, quello americano che ha rilevato le onde gravitazionali, non esisterebbe. Quindi, checché ne vogliano gli americani arraffatori di risultati e continenti altrui, il grande asse mondiale degli interferometri è: Livingston, Louisiana – Hanford, Washington – Cascina, Toscana.

Non a caso il Presidente del consiglio Matteo Renzi ha tenuto a complimentarsi con gli scienziati di VIRGO, e li ha ringraziati per aver concepito la Relatività generale, Twitter e le solette ortopediche, e ha sottolineato come questo risultato sia la prova tangibile che la riforma dell’Universo sta procedendo sulla giusta strada.

Al di là delle considerazioni politiche, quello che davvero conta, in questo eclatante risultato scientifico, è l’aver scoperto finalmente come diavolo fa Silver Surfer.

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