Vanagloria

Una sera di qualche mese fa, a una persona che avevo appena conosciuto e che mi aveva fatto la classica domanda che si fa a qualcuno che hai appena conosciuto – Tu cosa fai? – ho risposto Scrivo.

Che lì per lì devo aver pensato Oh, mi hanno da poco pubblicato un e-book con una raccolta di pezzi un po’ umoristici un po’ scientifici; fra poco, se tutto va bene, pubblico un altro e-book con un racconto lungo (o un romanzo breve, devo ancora capire esattamente cos’è); poi, tutto da solo, ho fatto questo e-book stranissimo con dei microracconti scritti tipo in codice binario, che è quasi illeggibile però ok; scrivo regolarmente sul mio blog; ho scritto regolarmente per anni su un blog collettivo, e con quel collettivo ho scritto anche un paio di libri di carta, di cui uno pubblicato con un editore grande, l’altro era medio; ho scritto non so quante false notizie sceme che sono state trasmesse da una radio web del circuito RAI; ho scritto parti di uno spettacolo teatrale che è andato in scena una sola volta, ok, ma c’era Moni Ovadia sul palco; ho scritto battute che sono finite in due o tre libri cartacei, in mezzo a quelle di molti altri; scrivo regolarmente battute in giro per internet; ho scritto racconti che sono usciti su quattro o cinque e-book collettivi; ho scritto un paio di racconti che sono finiti nelle semifinali di un certo concorso; sto scrivendo una raccolta di racconti che secondo me starebbe benissimo in una certa collana di un certo editore; sto scrivendo una roba talmente strana che il sottotitolo per ora è “un trattato umoristico-evolutivo” e ho anche scritto il soggetto e alcune pagine (e tonnellate di appunti e idee) per almeno un paio romanzi, potrò pur dire che scrivo, no?

Invece, a distanza di mesi, mi vergogno ancora come un cane, per aver risposto in quel modo.

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4 thoughts on “Vanagloria

  1. Il “Tu cosa fai?” di solito si riferisce al “per vivere”, se questo è il tuo mestiere allora la risposta è corretta ma se fai l’impiegato postale e come hobby/passione/attività secondaria scrivi, allora sì, ti devi vergognare 😉

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