L’effetto che fanno i libri

Sì, certo, ti arricchiscono. Culturalmente dico. Ti fanno vivere vite che non vivresti mai. Ti emozionano. Ti fanno persino passare il tempo (il livello proprio minimo di conseguenze).

Poi ogni tanto succede pure che un libro ti cambi la vita. A me è successo, per dire, però parliamo di atteggiamento mentale, di visione del mondo. Cose così.

Ma a livello pratico, nella vita quotidiana, nei gesti di routine, i libri, cosa vuoi che ti cambino?

Non so voi, però io, quando mi capita in macchina d’incontrare quegli indicatori che ti dicono a che velocità vai, perché lì c’è il limite (di solito di 50 all’ora), ecco, dopo che ho letto la Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams, cerco sempre di andare a 42.

Achille e l’autovelox

Un mobile più lento non può essere raggiunto da uno più rapido;
giacché quello che segue deve arrivare al punto che occupava
quello che è seguìto e dove questo non è più (quando il secondo arriva);
in tal modo il primo conserva sempre un vantaggio sul secondo.
(Wikipedia che cita il Dizionario di scienze filosofiche della Hoepli
che cita Aristotele che cita vagamente Zenone. Per dire)

A 2500 anni dal paradosso di Achille e la tartaruga, con tutto il rispetto per il filosofo di Elea, si sente proprio il bisogno di una versione più adatta ai nostri tempi, ai nostri ritmi, alle nostre problematiche quotidiane.

Ecco allora che lo Stato, sempre alla ricerca della felicità dei propri cittadini, percepito questo desiderio, si mette in moto per esaudirlo, e decide che le infrazioni al codice della strada, se non particolarmente gravi, possono essere pagate con uno sconto del 30%: basta farlo entro 5 giorni.

Perciò, l’automobilista multato per eccesso di velocità, spronato dalla possibilità di pagare meno, correrà a saldare il suo debito con lo Stato, e correndo incapperà in un altro eccesso di velocità, ed essendo doppiamente spronato a correre verso il primo e l’ulteriore pagamento, per ottenere il 30% di sconto, si troverà di nuovo multato per eccesso di velocità, e via così, di nuovo e di nuovo, senza poter mai più uscire dalla logica del paradosso, né da quella del codice della strada.