Border Colle

Grazie al cielo siamo arrivati all’elezione del Presidente della Repubblica. Non ne potevo davvero più. Se non sbaglio se n’è iniziato a parlare che c’erano i panettoni sugli scaffali dei supermercati. Quindi era ferragosto.

Mesi e mesi di discussioni, però se chiedi ai parlamentari perché nei primi scrutini votano scheda bianca ti dicono “perché dobbiamo ancora trovare un accordo, dobbiamo parlare”. Perché alla fine è questa la vera politica. Ridursi all’ultimo. (tra l’altro, da procrastinatore estremo quale sono, hanno tutto il mio rispetto)

È bello vedere i parlamentari in così grande fermento per un voto. Ti dà la misura di quanto negli ultimi due anni non abbiano contato un cazzo.

Da quando c’è Draghi poi, quella quota già bassa di responsabilità che avevano i parlamentari è completamente sparita, come il sorriso sulla faccia di quelli che hanno la macchina a metano.

C’è chi vuole Draghi a palazzo Chigi. C’è chi vuole Draghi al Quirinale. C’è anche chi vuole Draghi in Vaticano, perché lì è da un po’ che non si vedono miracoli. E poi ha un ottimo ufficio stampa.

I tempi per scegliere il nuovo Presidente non saranno brevi. Non è mai facile fare un tavolo per prendere decisioni in Italia, perché da noi per fare un tavolo ci vuole il legno, per fare il legno ci vuole l’albero, per fare l’albero ci vuole il seme e così via. E questi sono i danni di Rodari, Endrigo e Bacalov (dirige il maestro Beppe Vessicchio).

Non tutti i franchi tiratori sono precisi. Ieri sera, a Santa Cruz, in Cile, durante lo spoglio dei voti per il nuovo presidente del circolo operaio “Maximo D’Alema”, è stata letta una scheda con su scritto “Silvio Berlusconi”.

(Silvio Berlusconi, operaio italiano emigrato a Santa Cruz per forza di cose nei primi anni duemila, è stato piuttosto contento, sebbene non fosse candidato)

Io lo capisco che i parlamentari non sono più abituati a farlo, ma una sola votazione al giorno? Davvero? Si stancano così facilmente?

(piccola curiosità: Renzi a casa ha una riproduzione perfetta di un catafalco. Ogni tanto ci entra e si vota)

Mattarella, per ribadire con quel dico non dico il suo no a un secondo incarico, se n’è volato a Palermo. Ma per essere proprio sicuro sicuro che il messaggio arrivi, nei prossimi giorni continuerà a spostarsi, e seguirà le votazioni presso: B&B “Il rifugio silenzioso” di Lampedusa, una baita di amici sui monti dell’Atlante in Algeria, una silent disco di Port Elizabeth in Sudafrica, un sacco a pelo del Decathlon sull’Isola del principe Edoardo, il Polo Sud magnetico.

I parlamentari positivi al Covid hanno votato nel parcheggio della Camera. Alcuni, un po’ confusi, quando gli hanno dato la penna per votare se la sono infilata nel naso. Pensavano fosse il drive through per i tamponi. (a quanto pare, in base all’ultimo dpcm, il tampone è comunque valido)

Il voto per il presidente è segreto. Però ci sono vari modi per far capire se uno ha votato secondo le indicazioni di partito. Per esempio Toninelli ha firmato la scheda.

 

 

 

Il presidente della Repubblica

Magari mi ricordo male io, anzi, quasi sicuramente, con la memoria che ho, però, tanti anni fa, quando andavo a scuola, credo alle elementari, al massimo alla medie, quando si parlava del presidente della Repubblica, quando ne parlavano gli insegnanti cioè, il presidente inteso come figura istituzionale, si diceva che sì, era il capo dell’esercito, era simbolo dell’Italia, ci rappresentava, c’era la sua foto sotto al crocifisso mica per caso, sì, mi pare sotto, ma alla fine si capiva, o almeno noi ragazzini capivamo così, che non era uno che decideva le cose, il presidente, era più una bandiera, cioè, bianco rosso e verde c’erano comunque, però dipendeva da dove tirava il vento.

Invece adesso c’è tutto questo clamore, attorno al presidente della Repubblica, e tutta questa baraonda, attorno all’elezione di quello nuovo, che l’unica cosa è pensare che magari, anzi, quasi sicuramente, mi ricordo male io.