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Vibrazioni negative

Mia moglie mi ha lasciato per il suo vibratore. La storia andava avanti da mesi, ma io me ne sono accorto solo quando un giorno, rientrando prima dal lavoro, ho sentito del trambusto in camera da letto, e l’ho trovata mezza spogliata e scompigliata che rifaceva il letto in fretta e furia. Insospettito, ho aperto l’armadio e l’ho trovato lì, nudo, con l’espressione colpevole stampata nel silicone.

Ho fatto una scenata che non vi dico. Ho perso la testa. A un certo punto ho minacciato persino di evirarlo. Lui, terrorizzato, ha provato a farmi ragionare, poi ha capito che non era il caso e ha infilato la porta. L’ho inseguito per un paio di rampe di scale, sotto gli occhi curiosi dei vicini. La squillo del terzo piano ha provato anche a dargli rifugio, ma lui è filato via come un missile.

Lei, mia moglie, è rimasta impassibile. Ha iniziato subito a fare le valigie. Sono stanca, mi ha detto, di vivere con un uomo così poco sensibile, così poco romantico, così terribilmente rigido. Non ho avuto nemmeno la forza di oppormi. E forse non volevo neanche farlo. L’ho lasciata andare.

Si sono sposati a Las Vegas, qualche giorno fa. Non ho capito quanto sia valido, come matrimonio, ma questo poco importa.

Ha avuto anche il coraggio, lei, di mandarmi una cartolina: “Spero troverai la felicità, così come l’ho trovata io”.

Che faccia da cazzo.

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