Per una seria organizzazione delle Guerre mondiali

Di una guerra ogni tanto si sente proprio il bisogno.

Tale impellente necessità è testimoniata dalla quantità e dalla frequenza dei conflitti che si sono succeduti nella storia. Tutti ugualmente utili.

La guerra è un po’ come il tasto reset del computer. Il sistema è impallato, i programmi non rispondono, le finestre lasciano strisciate su tutto lo schermo. Tentate anche l’inutile via diplomatica del tasto ESC, l’ultimatum del CTRL+ALT+CANC. Niente. Un pc così non serve a nessuno. Non resta che azzerare tutto e riavviare. Perderete qualcosa (da quant’è che non salvavate?), ma in cambio avrete un sistema funzionante. Persino scattante, se non avete Windows Vista.

I conflitti locali, quei reset limitati ad aree geografiche specifiche, sempre ovviamente auspicabili, non sono però più in grado di portare sani e duraturi vantaggi in un mondo ormai interconnesso, globalizzato. Quello che serve è un forzato riavvio globale. Una guerra mondiale. Anzi, una serie di guerre mondiali.

Dopo le prime due abbiamo capito che sì, il meccanismo funziona, ma scatenarle a casaccio, senza dietro una struttura organizzativa, ha poco senso. Regole precise, pianificazione, tempistica, appositi enti ed organismi, investimenti, diritti televisivi. Insomma, guerre mondiali sì, ma con criterio.

Non dobbiamo nemmeno partire da zero. Basterà ricalcare le esperienze ormai consolidate che hanno alle spalle certe grandi manifestazioni globali. Un esempio su tutti, già che ci siamo: i mondiali di calcio.

Il primo passo è fondare un apposito ente. La World War Association (WWA). O la FIGM (Federazione Internazionale Guerre Mondiali). Questo ente avrà lo scopo di redigere una serie di regolamenti che ogni ogni esercito nazionale (ed eventuali gruppi terroristici riconosciuti) dovrà rispettare per essere ammesso ai vari conflitti globali. Conflitti globali che si terranno con cadenza fissa (qui l’esperienza insegna che 4 anni sarebbero pochi, fra una guerra mondiale e la successiva; non se ne sentirebbe il bisogno, così presto. Dieci o dodici anni sembrano intervalli più adatti), e ogni volta in una nazione ospitante diversa, scelta con sufficiente anticipo fra quelle le cui prospettive economiche indicano una probabile recessione. Le nazioni partecipanti verranno scelte attraverso una serie di brevi conflitti locali, da tenersi negli anni precedenti alla guerra mondiale. La guerra mondiale vera e propria (fase finale) sarà organizzata secondo un torneo di battaglie di varia natura (terrestri, aeree, navali, informatiche), col meccanismo dei gironi, inizialmente, poi a eliminazione diretta.

La nazione vincitrice si aggiudicherà tutti gli appalti per la ricostruzione della nazione ospitante, una riconosciuta influenza geopolitica fino alla successiva guerra mondiale, nonché il diritto di combattere nella battaglia di apertura della prossima edizione, contro la nazione ospitante.

 

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