Cattiva pubblicità

Insomma c’è questo mio amico che ha un gran fiuto per gli affari, nel senso che è uno che capisce sempre quando va un settore e quando va un altro, quando c’è da vendere e quando c’è da comprare, quando conviene investire e quando conviene risparmiare. Non ci ha studiato su, cioè, ha fatto ragioneria, non è che ragioneria ti prepari a queste robe, è proprio una cosa sua, un talento. Chiamiamolo intuito, chiamiamolo occhio lungo, come vi pare. Io so solo che quando c’è di mezzo il fare soldi non sbaglia un colpo. Allora adesso ha investito sulle sigarette elettroniche, le vende. Ha tipo tre o quattro negozi, in città diverse. Dice che quello qui, dove abito io, non capisce perché, ma non gli va. Gli altri incassano bene, questo bah. Mi dice «Fammi un favore, dagli un occhio, se si capisce il perché. C’ho messo pure una commessa gnocca. Io sto spesso fuori, non riesco. Ti pago un paio di birre». Ok, dico. Mi piazzo un sabato pomeriggio, su una panchina, lì, di fronte al negozio, leggo il giornale e controllo. E niente: in un paio d’ore la commessa, la gnocca, lì, sulla porta, si è fumata più o meno mezzo pacchetto di sigarette.

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