5 brevi curiosità attorno al Concordato

(in basso e molto a destra nella foto, Mussolini che compila la lista delle cose buone che ha fatto)
  1. Si definisce concordato un trattato bilaterale che regola i rapporti tra Dio e un qualsiasi stato terrestre. Non essendo Dio persona giuridica, la firma del documento lato Dio è opera di un prestanome di fiducia della proprietà, detto il Papa. La dicitura attuale nella firma del trattato è “in rappresentanza di Dio, Papa …”. La precedente dicitura, modificata nel 1979 dopo grandi pressioni della Santa Sede, era “per Dio, Papa…”.
  2. Il primo concordato tra la Santa Sede e l’Italia era contenuto nei Patti lateranensi del 1929, ma nel 1984, anno della firma del nuovo concordato, si preferì un più funzionale cassetto.
  3. “Libera Chiesa in libero Stato” è la frase utilizzata dai cittadini della Città del Vaticano per chiamare la tana libera tutti a nascondino.
  4. Nonostante la credenza popolare, il nome “concordato” non deriva dal fatto che il documento è stato firmato su un Concorde Roma-Città del Vaticano. Anche perché a causa della grande velocità del velivolo non ci sarebbe stato il tempo materiale per farlo.
  5. La Santa Sede ha insistito per inserire nel concordato una clausola secondo cui tra Vaticano e Italia tutti i rapporti devono essere senza alcuna protezione.

The Empire Strikes Back

Da un po’ di tempo a questa parte ero preoccupato. Va bene che c’erano altri temi all’ordine del giorno, la pandemia per esempio, o i Måneskin e il loro essere rock o meno, ma la prolungata assenza della Chiesa cattolica dalle prime pagine dei giornali e dai primi servizi dei tiggì iniziava a insospettirmi. Al punto che ho persino temuto che il Vaticano avesse seriamente deciso di farsi i cazzi propri, finendola con le solite e continue interferenze nella gestione della cosa pubblica italiana.

Oggi, per fortuna, questo terribile dubbio è stata archiviato. Il Vaticano c’è. Dio invece, chissà (non che la cosa abbia tutta questa importanza, a questo punto). Il Vaticano c’è eccome, e schizza alla ribalta con un suo grande classico riproposto con calore e nostalgia, in un misto di vecchio e nuovo che non può non colpire al cuore. Qualcuno in quelle affrescatissime e sacre sale deve aver visto la reunion di Friends.

E quindi, scoccata l’estate, ecco l’opposizione al ddl Zan, che già di per sé viaggiava zoppo e affaticato verso l’approvazione. La Chiesa mette in campo alcuni temi della tradizione (la famiglia è solo quella padre-madre-tutti i figli che ci scappano non potendo utilizzare il preservativo; ok che Dio è amore infinito, ma le coppie dello stesso sesso se ne approfittano), ma declinati in una forma completamente nuova: la violazione del Concordato.

Il tutto per ora si può sintetizzare con una domanda che in Vaticano devono essersi posti, con un ritardo di un paio di millenni, quando hanno dato un’occhiata al testo del ddl. E la domanda è: e se poi ci prendono per omofobi?

Bentornato Vaticano. Non c’eri mancato per niente.