Mi scuso

Eh lo so, amiche lettrici e amici lettori, non sempre le cose vanno come ci piacerebbe.

Come probabilmente avrete già saputo, il premio Nobel per la Letteratura è stato assegnato all’autrice bielorussa Svetlana Alexievich.

Desidero quindi porgerle i miei più sinceri complimenti.

E desidero altresì scusarmi con voi, che mi avete così tanto supportato col vostro entusiasmo, per non essere riuscito nemmeno questa volta a raggiungere tale ambito traguardo.

Sperando che vorrete comunque continuare a leggermi, vi ringrazio dal profondo del cuore.

Sarà per l’anno prossimo.

Bosone di nome

Il Nobel per la Fisica è quello a cui sono più affezionato. Sarà che quando penso alla scienza la prima disciplina che mi viene in mente è la fisica, non me ne vogliano medici, fisiologici (sempre che esistano) e chimici. Gli economisti invece mi vedranno bruciare all’inferno prima di sentirmi dire che la loro è una scienza.

Anche all’Universo – con cui sono pienamente d’accordo – la fisica è la prima cosa che è venuta in mente, giusto un attimo dopo il Big Bang. Non poteva andare diversamente, visto che mancavano proprio gli oggetti di studio delle altre discipline. Non c’era ancora nemmeno la chimica, che sarebbe stata inaugurata poco dopo, a temperature appena più gradevoli. Poi, tutte le altre. L’economia avrebbe dovuto attendere 13,7 miliardi di anni, se fosse stata una scienza.

Comunque, anche grazie a quel bestione del Large Hadron Collider, il Nobel per la Fisica è andato a Peter Higgs e a François Englert, per la scoperta del Bosone di Higgs, dal cui nome si deduce che Peter è il padre e François la madre.