Le 10 frasi che un autore comico non dovrebbe mai scrivere in una mail da inviare a un’agenzia per cui vorrebbe lavorare

10. O come dite voi a Milano, comicity.

9. Di recente ho ideato e scritto la campagna “Quando ridi sei più bella”, per portare la comicità anche nel mondo femminile.

8. Ho deciso di lasciare la mia vecchia agenzia perché hanno cambiato indirizzo, telefono e nome senza avvertirmi. Molto poco professionali.

7. Davvero prendete il 10%? Mi pare tanto.

6. Mi ritwitta spesso Paolo Guzzanti.

5. Allego una lettera di referenze di alcuni miei ex compagni di liceo che facevo ridere a crepapelle.

4. Ho mandato del materiale a Louis C.K. ma poi è successo quello che è successo.

3. Nella famosa gag dell’uomo che scivola, la banana è un’idea mia. Prima mettevano un kiwi.

2. Ho trovato il vostro indirizzo nel bagno dello Zelig.

1. Attualmente scrivo per un mimo.

Nomi divini

Mi arriva un mail intitolata “Cristiano, quest’anno il Natale va di moda”. Me la manda una nota società che fa da mediatrice per i pagamenti in rete per spingermi – credo – a fare dei pagamenti in rete.

Allora mi chiedo se per caso inviino anche – non a me, ovviamente – delle mail intitolate “Musulmano, quest’anno il Id al-adha va di moda”, oppure “Ebreo, quest’anno il Chanukkah va di moda”, o anche “Buddista, quest’anno il Vesak va di moda”.

Poi mi accorgo che non mi chiamano per religione, ma per nome.

Così ho deciso che se avrò un figlio lo chiamerò Paypal.