Il futuro dei Maneskin

Che botto che hanno fatto, i Maneskin. Sono stati così bravi ad aprire per i Rolling Stones a Las Vegas, che continueranno a farlo anche fuori dal palco, a casa di Mick Jagger, Keith Richards e Ronnie Wood (detto “il terzo”). Gli apriranno i barattoli col tappo duro, il portone di casa, la serranda del garage, certe bottiglie di vino col sughero antipatico, gli account sui nuovi social media. Perché comunque c’hanno quasi ottant’anni, e va bene che stanno in forma, i Rolling Stones, però a quell’età un aiuto serve sempre.

Bravi ragazzi.

Una nuova e migliore teoria sui lavori in corso

È ormai cosa risaputa che alla presenza di un cantiere stradale corrisponda sempre e invariabilmente quella di un piccolo capannello di anziani, osservatori attenti e instancabili delle varie fasi dei lavori in corso. Questi omarelli, perlopiù pensionati erranti alla ricerca di modi per riempire l’ex tempo lavorativo, si autoeleggono organismo di controllo di metodi e procedure adottati nei cantieri, il che li porta quasi sempre a essere, oltreché spettatori, anche solerti suggeritori di tecniche e soluzioni alle varie maestranze presenti.
Detto ciò, non essendoci evidenze tali da escludere che sia la presenza degli anziani a precedere quella dei lavori in corso, si vuole qui proporre un’ipotesi alternativa: è la presenza degli omarelli a generare i cantieri stradali. In buona sostanza, ogni volta che un raggruppamento di anziani raggiunge una massa critica, viene avviato un cantiere. Sebbene – mi rendo conto – si configuri qui un cambio di paradigma non meno traumatico di quello già occorso col sistema copernicano, vorrei far notare che questa ipotesi ha il vantaggio di spiegare per quale motivo i lavori in corso compaiano all’improvviso, e in luoghi assolutamente casuali.