Sentinelle dei libri (tipo una proposta)

Premesso che, dal mio punto di vista, difendere la famiglia tradizionale è come difendere la deriva dei continenti, quello che più mi contraria di questa sorta di movimento (o quello che è, che da quando c’è il M5S non puoi più dare del movimento a nessuno che subito si offende) chiamato Sentinelle in piedi è il fatto che, nel loro modo di manifestare, nella loro posa, abbiano incluso un libro da tenere in mano. Cioè, loro dicono di leggerlo, il libro, ma se non lo fanno a voce alta è impossibile accertarlo. Forse lo guardano e basta. D’altra parte è pieno di persone che si atteggiano a lettori, coi libri in mano, in tasca, in borsa, poi non leggono una riga.

Fosse stato un flashmob per promuovere la lettura, questa cosa avrebbero tutto il mio appoggio, forse anche la mia partecipazione. C’è un bisogno di lettori in Italia che non ve lo sto a dire. Così com’è però, mi spiace, devo schierarmi contro. E devo farlo in difesa dei libri. Loro difendono la famiglia tradizionale, e io difendo i libri. Voglio difenderli da questo sfruttamento che le Sentinelle ne fanno, da questo piegarli, contro la loro volontà, al messaggio che cercano di diffondere.

Trovo sia un atto di grande viltà prendere un libro, incapace di dissociarsi, di difendersi, e tenerlo in mano, magari anche leggerlo, per dare un tono alla tua protesta, per fornire un in più alle tue ragioni. Vedi?, vuoi dirmi, non sono un retrogrado come credi, perché sto leggendo un libro, non ho un cervello pieno di ragnatele e segatura, perché sono un lettore, e i lettori sono gente sveglia, e siccome siamo gente sveglia, questa nostra protesta è ancor più legittima.

Solo che, sentinella, non è che il libro ti si è lanciato tra le braccia buttandosi dagli scaffali della libreria per venire con te a manifestare. L’hai costretto. Magari nel libro c’è scritto tutto il contrario di quello che tu vuoi comunicare in piedi in una piazza con lui in mano. Magari il libro non la pensa come te. Che diritto hai di sfruttarlo così, per i tuoi fini?

Allora io adesso organizzo un movimento (cioè, non un movimento, qualcos’altro) che quando tu, sentinella, scendi in piazza col libro, io vengo lì e te lo strappo dalle mani, e lo porto al sicuro, magari in una biblioteca, dove quelli che lo vogliono leggere davvero possono farlo.