Terra in vista!

È incredibile, negli ultimi tempi provengono più notizie eclatanti dall’astronomia che dal calcio mercato.
E ricordiamo ancora con una certa emozione quel momento in cui questi due grandi settori della ricerca umana si sono sfiorati, qualche anno fa, quando l’Inter si disse interessata a Neil Armstrong, “perché ha un bel piede”.

Questa volta la grande notizia – che, si sa, più è grande, più ha modo di essere comodamente deformata dalle testate giornalistiche – proviene dalla missione Kepler della NASA, iniziata nel maggio del 2009, più o meno negli stessi giorni in cui qui da noi Michela Brambilla veniva nominata Ministro del turismo. Per dire le coincidenze.

Kepler, per essere più esatti, è un telescopio spaziale. Secondo la NASA è:

specificatamente progettato per monitorare una porzione della nostra regione della Via Lattea e scoprire dozzine di pianeti simili alla Terra vicino o nella zona abitabile e determinare quante delle miliardi di stelle della nostra galassia posseggano pianeti.

Ma gira voce che faccia anche degli splendidi cappuccini.

La missione di Kepler quindi è chiara: trovare luoghi simili alla Terra ma non ancora coperti dalle Lonely Planet.

Giusto ieri la NASA, dopo un annuncio così ben equilibrato da far pensare che avessero trovato Jimmy Hoffa vivo e vegeto su Venere, ha comunicato le ultime scoperte effettuate da Kepler.

(per chi non lo sapesse, Kepler funziona in modo da fare già una certa scrematura dei dati da trasmettere alla Terra; in pratica sceglie cosa è importante e cosa no, tutto da solo. Magari fotografa uno Star Destroyer di classe Imperial II, però non c’entra niente con la sua missione e butta la foto)

A quanto pare il telescopio spaziale dedicato a Johannes Kepler, detto JK, che nel 600 disse ai pianeti come dovevano girare attorno al Sole, ha scoperto un pianeta simile alla Terra. Non proprio gemelli, quindi, ma comunque molto più somiglianti di quanto non lo fossero Brandon e Brenda di Beverly Hills.

Questo esopianeta infatti, battezzato con rito agnostico Kepler 452b (452 è il prefisso per chi chiama da fuori pianeta; 00452 per chi chiama da fuori sistema), possiede delle caratteristiche che lo rendono il corpo celeste più somigliante alla Terra fra tutti quelli che sono stati osservati senza indossare degli occhiali da sole.

Innanzitutto Kepler 452b, che qualcuno già chiama affrettatamente Terra 2 (pare anche che abbia attirato l’interesse di un imprenditore edile di Milano), orbita attorno a una stella simile al nostro Sole, solo un po’ più grande e un po’ più vecchia, a una distanza tale da posizionarlo nella cosiddetta “zona abitabile”, ovvero quella in cui il ghiaccio del mojito impiega più tempo a sciogliersi di quanto si impieghi a finire il cocktail.

Ha poi un periodo orbitale di 385 giorni, 20 in più rispetto alla Terra, e sono tutte domeniche; è roccioso, quindi è possibile praticarvi la scultura; ha dimensioni maggiori rispetto al nostro pianeta, ma questo non dovrebbe avere conseguenze negative, perché i limiti di velocità sono più alti.

Un cugino lontano, è così che molti qui hanno definito Kepler 452b. Un cugino scemo, è così che molti lì hanno definito la Terra.

Per ora quello che sappiamo si ferma qui. C’è ancora molto da scoprire per capire se è davvero una specie di Terra e se è adatto a ospitare la vita. Questo non ha comunque impedito a diverse testate di scrivere sobriamente “NON SIAMO SOLI” in prima pagina.

Potrebbe venir fuori che è un posto con temperature altissime e senza aria condizionata, oppure senz’acqua corrente, il che lo renderebbe meno inospitale di certi villaggi vacanze. Oppure potrebbe possedere un’atmosfera irrespirabile, come negli autobus in questi giorni di afa. O ancora potrebbe essere solo all’inizio della moda hipster.

E se anche Kepler 452b avesse tutte le caratteristiche giuste per essere abitabile da una specie evoluta come la nostra, non è detto che abbia la sfiga di essere abitato da gente come noi.

Pluto!

La sonda New Horizons ha finalmente raggiunto Plutone. Era partita nel 2006, ma poi che fai, non ti fermi un attimo all’autogrill?

Raggiunto il pianeta più remoto e sconosciuto del sistema solare, mai esplorato prima, il primo obiettivo della New Horizons è stato quello di stabilire se effettivamente si trova all’interno dei confini della provincia d’Isernia, come più volte ipotizzato.

La scoperta di Plutone avvenne nel 1930 ad opera di Clyde Tombaugh. Nato e cresciuto in una famiglia contadina, il giovane Clyde iniziò presto a fabbricarsi dei telescopi per osservare i corpi delle figlie dei contadini vicini di casa. La fattoria più vicina infatti era a 3 miglia di distanza. Solo più tardi, sovrappensiero, puntò lo strumento verso il cielo, per osservare i corpi celesti. I quali risultarono molto più aggraziati.

L’esistenza di Plutone era stata già ipotizzata anni prima da diversi ipotizzatori, tra i quali anche lo scrittore americano Howard Phillips Lovecraft, il quale era convinto che il misterioso pianeta fosse abitato da orribili creature fungiformi e maleodoranti dalle abitudini disgustose. Lui le chiamava “democratici”.

L’esistenza di un altro pianeta oltre quelli già conosciuti era stata ipotizzata in seguito all’osservazione di certe anomalie nei movimenti di Urano e Nettuno: uno zoppicava e l’altro dietro a imparare. O c’era un altro corpo celeste a perturbare le loro orbite oppure c’era di mezzo Dottor House.

Invece di trovare questo famoso pianeta X, che con un nome del genere si sarebbe dovuto notare anche a occhio nudo, fu scoperto Plutone, che era lì di passaggio e restò impressionato in certe lastre fotografiche, nel photobombing più celebre della storia della scienza.

Fino a pochi anni fa Plutone era un pianeta a tutti gli effetti. Poi, nel gennaio del 2006, è stato ridefinito pianeta nano, per rispettare i criteri dell’Unione astronomica internazionale. Nel 2009 invece, per rispettare le norme del politically correct, è stato rinominato pianeta diversamente alto. Lui, comunque, preferisce Signor Plutone. (Plutone è il cognome)

Plutone è il rappresentante della classe dei cosiddetti pianeti nani transnettuniani, ufficialmente detti plutoidi, ma generalmente chiamati sfigati.

Transnettuniano non c’entra niente con quella roba del gender. Quindi gentilmente non iniziate a scendere in piazza (pro o contro che sia).

Per circa 70 anni a nessuno è venuto in mente d’inviare una sonda su un pezzo di roccia gelato ai confini del sistema solare. Poi qualcuno deve aver pensato che era ora di arrivare là dove nessuna macchina era mai giunta prima ed è nata la missione New Horizons, che significa Nuovi orizzonti, e pare un po’ il nome di un partito fondato da Civati.

La sonda New Horizons non è atterrata su Plutone, che – lo ricordiamo – è tutta ZTL, e non si è nemmeno messa a orbitargli attorno, per evitare il rischio di una denuncia per stalking. Gli è semplicemente passata molto molto vicino, per scattare centinaia di foto ad altissima risoluzione, e per fare l’inchino.

La New Horizons, che ha le dimensioni di un pianoforte, la forma di un pianoforte, il suono di un pianoforte, e molto probabilmente è un pianoforte, è stata costruita appositamente piccola, agile, leggera, facile da manovrare. Nonostante ciò costa un mucchio di soldi. In pratica è la nuova 500.

La sonda è rimasta silenziosa per diverse ore. La tensione in sala controllo era palpabile. Poi, a un certo punto, sugli schermi è comparso un messaggio proveniente dai confini del sistema solare: “No, non sono incinta, il test è negativo”.

Una delle prime informazioni trasmesse dalla sonda è stato il diametro del pianeta, che è un po’ più grande di quanto in precedenza calcolato. Quindi sì, ci si può costruire quel famoso centro commerciale di periferia di cui c’è tanto bisogno.

Altre informazioni trasmesse da New Horizons a proposito di Plutone: temperatura, riflettività, colore di moda, presenza di bevande a base di vodka, periodo di rotazione, periodo di ovulazione, albedo, potrinio, cosmilazione nel violetto, decrazione, appartenenza all’NCD, versione di Android.

Sorvolato Plutone, la sonda continuerà la sua missione diretta verso qualche oggetto della fascia di Kuiper, dove il regolamento sul poker non pone limiti ai rilanci.

Dopodiché la New Horizons continuerà il suo viaggio attraverso l’eliosfera esterna, l’eliosheath, l’eliopausa e un sacco di altri elioqualcosa, e infine, alla prima uscita senza coda, lascerà il sistema solare per addentrarsi nello spazio interstellare, portandosi dietro le ceneri di quel contadino dell’Illinois che diede inizio a questa incredibile avventura.