Dal tabaccaio

Ieri sono entrato dal tabaccaio, ho aspettato il mio turno, poi, quando toccava a me, gli ho detto Mi fai una ricarica telefonica? Lui ha detto Sì, che operatore? E lì mi sono bloccato, per 5 o 6 secondi, che secondo me si sentiva proprio il rumore del cervello a folle, da fuori, e non è che mi sono bloccato perché non mi ricordavo l’operatore, mi sono bloccato perché non volevo mica una ricarica, volevo giocare al superenalotto, così poi gli ho detto No, non volevo una ricarica, volevo un superenalotto da un euro, scusa. E il tabaccaio m’ha detto Ah, va bene.

A me queste cose che non mi succedevano mai, adesso, piano piano, iniziano a succedermi.

Sono di un contento che non vi dico.

La lotteria delle primarie

La sensazione, secondo me, quando uno esce dal seggio delle primarie, è un po’ quella di quando si esce dal tabaccaio, dopo aver giocato al Superenalotto.

Hai compilato la scheda, gli hai lasciato un paio d’euro, e speri in una svolta. Lo sai bene che non sarai tu, a svoltare, ma quello che farà 6, il nuovo segretario. Però magari qualche premio minore, anche fosse un 3, va bene, giusto la soddisfazione. Invece poi, alla fine, manco quella.

Ah, magari è il caso di scrivere “Vota responsabilmente”, ai seggi. Sia mai che uno ci prende gusto.