Il più furbo di tutti

Il più furbo di tutti prima o poi arriva. Sempre.

Il più furbo di tutti è quello che trova il modo di farsi beffe della norma, di aggirarla con un colpo di genio che – chissà perché – ha avuto solo lui.

Vittima di una forma particolare dell’effetto Dunning-Kruger, il più furbo di tutti si stupisce a gran voce che a una soluzione così ovvia non sia arrivato nessuno, ma lo fa solo per sottolineare quanto siano scemi tutti gli altri.

Il più furbo di tutti arriverà anche questa volta, lo so. Ed è questo il motivo per cui ogni mattina scorro con trepidazione i colonnini dei giornali online, in attesa di un titolo che più o meno dica così: “Per evitare d’indossare la mascherina se la fa tatuare in faccia”.

Il tatuaggio perfetto

Ogni epoca è attraversata da interrogativi, da quesiti fondanti. Questo nostro tempo è dominato da una domanda, più di ogni altra: che tatuaggio mi faccio?

Viviamo anni in cui i migliori parametri per dividere la popolazione in classi sociali sono il tipo e la posizione dei tatuaggi: i Tribali del polpaccio, gl’Intrecci arabeggianti della caviglia, le Frasi famose dell’interno avambraccio, i Codici a barre del retro collo, gl’Ideogrammi cinesi della spalla (che di solito significano “questo non è un tatuaggio”), i Gigi D’Alessio dell’inguine.

Per evitare di rimaner tagliato fuori da ogni classe sociale sono stato costretto anch’io a farmi un tatuaggio, e a rispondere perciò alla domanda fatale del nostro tempo.

Mi ci sono voluti anni per giungere a una risposta soddisfacente. Poi, un giorno, stavo in piedi sul water attaccando un orologio, la porcellana era bagnata, sono scivolato e ho battuto la testa sul lavandino. Quando ho ripreso i sensi ho avuto una rivelazione: il tatuaggio perfetto.

Mi sono tatuato me stesso, nei minimi dettagli, dall’alluce ai capelli, rughe, macchie della pelle, occhiaie, barba, sopracciglia, unghie, occhi. 100% del corpo tatuato. Tutto. Tutto me stesso tatuato su tutto me stesso, ogni cosa al suo posto.

Ora faccio classe sociale a parte.