Il mio critico peggiore

Ora, non che mi ricordi i dettagli, però è successo che stanotte mi sono svegliato con un’immagine in testa, che era l’ultima di un sogno, che quindi finiva così, il resto non lo ricordo, con quell’immagine, e l’immagine era un foglietto di carta, strappato via da un foglio più grande, senza tanto criterio o precisione, su cui era scritto qualcosa di simile a Forse è il caso che lasci perdere questa cosa dello scrivere.

Pensavo che almeno il mio subconscio tifasse per me. Invece niente.

 

In America sono tantissimi, anzi tutti

Ultimamente mi capita sempre più spesso di leggere, sulle copertine dei libri, sulle fascette di carta che tante volte ci mettono attorno, sui giornali, su internet, “uno dei maggiori scrittori americani”, o “uno dei più grandi”, o “uno dei migliori”, tutte le volte riferito a scrittori diversi.

Allora forse è questo, il sogno americano: tutti sono i maggiori, tutti sono i grandi, tutti sono i migliori. E tutti sono contenti.