Nomi di città

Ci sono dei paesi, negli Stati Uniti, che andrei ad abitarci solo per il nome. Des Moines, Pasadena, Albuquerque. Per esempio.

Anche in Italia ci sono dei posti che mi fanno quell’effetto lì. Poggibonsi, Rovereto, Forlimpopoli.

Sono i luoghi di una mia geografia immaginaria, anche se sovrapposta a quella reale, basata sui nomi, sulla loro buffezza o buffità. C’immagino vivere gente stralunata, stramba, che fa le cose al contrario di come si fanno solitamente ma riescono lo stesso. C’immagino case col tetto in basso, alberi che crescono orizzontali, rubinetti da cui esce aria, automobili che vanno a piedi, semafori che danno la precedenza ad altri semafori, negozi aperti solo negli orari di chiusura. Paesi delle meraviglie, ma senza tanto trambusto come in Alice (che magari si era ritrovata nella capitale o nel capoluogo). Paesi delle meraviglie di provincia, ecco.

Poi certo, io a Des Moines, Albuquerque, Forlimpopoli, Poggibonsi non ci sono mica mai stato (a parte Poggibonsi che mi pare ci sono passato in treno, una volta).

Magari sono così per davvero.

Un fischio

Poi, una cosa che faccio, è che quando mi fischiano le orecchie, anche solo una, cerco subito un numero che ho a portata di mano, tipo la pagina di un libro che sto leggendo, o l’orario, sommo lo cifre, e il numero che viene fuori lo trasformo nella lettera dell’alfabeto, 1 per la A, 2 per la B, così via, e la lettera dell’alfabeto in un nome di persona, che inizia con quella lettera, finché non trovo il nome di qualcuno che conosco e concludo che in quel momento mi fischiano le orecchie perché mi sta pensando, quella persona.
E oggi, a un certo punto, mi sono fischiate le orecchie, ed è venuto fuori un numero di cui sono stato contento.

Non capita mica spesso.

Geometrie familiari

Iniziando a leggere Flatlandia – Racconto fantastico a più dimensioni, di Edwin Abbott, la prima cosa che ho notato è che il nome completo dell’autore è Edwin Abbott Abbott.

Abbott al quadrato, in pratica.

Il che, trattandosi di un libro che ha a che fare con piani, dimensioni e geometrie, mi pare una buona garanzia.

(i genitori erano cugini di primo grado)