Effetto Matrix

Ci provo davvero, anzi mi ci sforzo, a vivere comprendendo le situazioni, le logiche, le dinamiche. Ad avere le cose non dico sotto controllo ma almeno presenti. A capire cosa sta succedendo non solo in superficie, ma anche appena sotto, al di là della soglia del non sentito, non visto, non detto. A tastare quel piccolo pezzo di trama della realtà che mi circonda, giusto quella a due passi, nemmeno tanta. A buttare lo sguardo sulla complessità delle cose almeno un attimo, per capire, così, a grandi linee, che forma hanno.

Invece ho sempre, ovunque, in ogni occasione, la sensazione che qualcosa di gigantesco, che si fa fatica a non percepirlo da quant’è enorme, mi stia sfuggendo.

Perciò spero sia vera quella cosa di Matrix.

Altrimenti vuol dire che sono proprio rincoglionito.

La morte come problema informatico

Non so se avete presente Matrix, quel film con Keanu Reeves in cui gli umani sono tutti collegati a delle macchine, dei computer, e in pratica la vita si svolge all’interno di una gigantesca simulazione. Ecco. Mettiamo che le cose stiano davvero così, cosa che poi non possiamo nemmeno escludere al 100%. Immagino che anche Matrix, come i computer che usiamo tutti i giorni, ogni tanto scazzi. Ci saranno anche lì dei bug nel software e difetti hardware: programmi che crashano e processori che si bruciano, cose così. Magari uno attraversa un incrocio pedonale col verde e gli passa sopra un tir perché c’è un errore nel codice. Oppure gli prende un ictus mentre fa colazione, perché quel dato settore del disco è rovinato. Può succedere, immagino, in un sistema del genere.

Perciò, vorrei pregare ogni programmatore, ogni tecnico dell’assistenza, e tutti coloro da cui dipende il buon funzionamento dei pc, di fare sempre del proprio meglio. Perché chissà chi ci vive nei nostri computer.