Sarà presente l’autore

Eccì

Questa sera succede una cosa un po’ strana.

Due premesse:

1) Faccio parte di un circolo di lettori che si chiama Viola legge. In buona sostanza si tratta di un gruppo di persone amanti della lettura che all’incirca una volta al mese si riunisce per parlare di un libro, mangiare e bere, scegliere il prossimo libro in lettura, fare chiacchiere. Le riunioni si svolgono un po’ come quelle degli alcolisti anonimi (“Ciao, sono Cristiano e non leggo un libro da tre giorni”), nel senso che a turno ognuno dice la sua sul libro, lo elogia o lo massacra, racconta cosa ci ha visto e sentito, quali altre letture o esperienze gli ha ricordato, com’è andata con quello stile lì, se è stato faticoso o è andato dritto alla meta, se gli è toccato smettere dopo 31 pagine. Cose così. Una differenza sostanziale è che, rispetto agli alcolisti anonimi, da noi l’alcol non manca. Mettiamo anche un voto, alla fine, tanto per tenere una traccia quantitativa, che male non può fare. Nonostante lo scetticismo iniziale, devo ammettere che questa del circolo si è rivelata un’esperienza interessante e divertente, e il confronto con altri lettori fa scoprire cose – del libro e di molto altro – che nemmeno s’immaginano. Poi sì, quando trovi un libro che tu adori e un altro massacra, viene voglia di tirare delle sedie. È normale. L’importante è fermarsi un attimo prima di tirarle davvero, e ripiegare sul vino.

2) Ho scritto un libro intitolato Eccì.

Date tali premesse, ecco la cosa un po’ strana che dicevo: questa sera, al circolo Viola legge, il libro di cui si discuterà è proprio Eccì.

Non so se avete presente una situazione che è contemporaneamente il paradiso (l’ego gonfiato a 100 e passa atmosfere) e l’inferno (accerchiato da una piccola folla appositamente lì per giudicarti) dello scrittore. Ecco. Oppure lo straniamento di passare da giudice a giudicato, mentre ci si pente amaramente di esserci andati giù pesanti quella volta con quel libro, con quell’autore, e già ti pare di percepire il woof woof del boomerang che torna indietro.

A parte questo leggero oscillare tra gioia e terrore, l’unica cosa che spero non accada è che qualcuno, per colpa dell’autore lì presente, si autocensuri, e si trattenga dal tirare delle sedie. Perché dopo essere diventato un buon lanciatore, è ora che impari anche a schivarle.

Eppoi, come si dice, qualche sedia in faccia non può che far bene.

Eccì, gli effetti collaterali

Una delle cose che non mi aspettavo, dopo la pubblicazione di Eccì, è stata la reazione dei lettori. Non parlo tanto dei giudizi, positivi o negativi, dei complimenti o degli insulti: quelli li mettevo in conto. Parlo dei riferimenti, letterari e non solo, che i lettori ci hanno trovato dentro, dei personaggi che li hanno colpiti e dell’empatia o antipatia verso di loro, parlo di quei passaggi e di quelle frasi a cui hanno dato più peso rispetto al resto, che hanno sottolineato, delle loro ipotesi sui luoghi e sui tempi della vicenda, nonché sulle cause scatenanti degli eventi, dell’affezione o odio verso certi dettagli (i nomi, per dirne una). E queste reazioni, questi rapporti unici che si sono creati fra i singoli lettori ed Eccì, queste inaspettate costruzioni di cui io ho fornito a malapena le fondamenta, sono state una fonte inattesa di meraviglia, e non posso non prenderle come una dimostrazione tangibile dell’immensa potenza creativa del lettore, al cui confronto quella dello scrittore sembra poca cosa.

Fra tutti questi lettori però, ci sono due categorie che sento di dover apertamente ringraziare per aver mandato fuori scala la lancetta della sorpresa: al secondo posto, quelli che con Eccì gli ho provocato un continuo e fastidioso prurito, durante la lettura; al primo, quelli che, finito Eccì, gli ho fatto venire il raffreddore. Dicono.

Tranquillizzare la base

La scorsa settimana, qui, ho pubblicato un pezzo che parlava di un referendum per l’indipendenza della provincia di Macerata (con eventuale annessione alla Croazia).

Ora, io davvero non so bene cosa sia successo, però, da quei 20-30 lettori che ha abitualmente questo stanzino dell’Internet, se ne sono presentati all’improvviso quasiduemila.

Così, adesso che è tornata la calma, e quei quasiduemila se ne sono andati per la loro strada, volevo rassicurare i 20-30 di sempre.

Tranquilli, il successo non mi ha cambiato.

Ci sarà sempre un autografo per voi.