Una cosa talmente scema

Non che di solito mi vengano in mente pensieri chissà quanto perspicaci o profondi, sia chiaro.

Ma certe volte penso delle robe così sceme che persino io ne resto allibito, e mi chiedo (come se mi rivolgessi a un altro, però, per vergogna): Ma cosa vai a pensare? Ma ti pare?

E infatti le tengo per me, per non far figure.

Questa volta invece la scrivo. Così potete rendervi conto.

E la cosa scema che ho pensato è: dato per scontato che chi fugge dalla guerra o dalla fame lo farà comunque, non importa se pagando criminali o rischiando la vita per attraversare il Mediterraneo, se davvero vogliamo evitare ulteriori morti come si sente dire continuamente, e nello stesso tempo sconfiggere questa criminalità che guadagna (e reinveste) sulla disperazione, che è un’altra cosa che si sente dire ogni giorno, la soluzione migliore non è forse organizzare noi direttamente i viaggi, nel senso proprio di andare là con delle navi ufficiali, sicure, organizzate, gratuite, che li portino qui senza rischi, lasciando i criminali con le tasche vuote (e quelle dei migranti con ancora qualche soldo magari), controllando oltretutto meglio i flussi e regolarizzandoli, permettendo anche una migliore gestione dell’accoglienza successiva, il tutto nello spirito pragmatico del “succederà comunque, tanto vale farlo succedere nel miglior modo possibile”?

Capito cosa vado a pensare?

Nessi

Un biglietto aereo low-cost e i soldi sborsati per una traversata del Mediterraneo su un barcone malridotto.

C’è un nesso, fra le due cose.

Forse lo vedo solo io, perché il sottile e quasi sempre taciuto senso di colpa dello stare da questa parte del mare mi fa ridurre la complessità della situazione a un confronto assurdo, forzato.

Eppure io un nesso ce lo vedo. Tra un viaggio e l’altro.

Colpa di quest’idea, di cui mi sono convinto, secondo cui se noi, qui, possiamo permetterci tanto, è perché l’abbiamo sottratto a loro, lì, in tanti modi e tanti tempi diversi.

Uno stile di vita che vampirizza l’altro. Nemmeno così originale, come visione. Al punto che a molti non passa nemmeno per la testa.

E così un nesso ce lo vedo, fra i 19 o 29 o 39 euro di biglietto low-cost per raggiungere qualche capitale europea e i migliaia di euro per arrivare, o meglio sperare di arrivare fino alle coste italiane.

E il nesso è questo, in buona sostanza: che quel low-cost lo posso avere solo perché dall’altra parte c’è un high-cost che qualcun altro paga.

Io, qui, spendo una cifra ridicola: 19 o 29 o 39. E arrivo in qualche capitale europea.

Il resto ce lo mettono loro. Che arrivino o meno.

La mia posizione definitiva sull’immigrazione

Il Primo mondo, l’Occidente, o come altro volete chiamarlo, ha così a lungo depredato le risorse, sfruttato le popolazioni, influenzato la politica di tutti quei paesi da cui provengono i grandi flussi migratori attuali, che se questi popoli si coalizzassero e muovessero verso di noi con l’obiettivo di sterminarci, gli darei ragione.