Uno sketch mai nato che sta per realizzarsi

Qualche anno fa, non ricordo esattamente quando, ho avuto un’idea per uno sketch, anzi, per una serie di sketch che si sarebbe dovuta intitolare “Se i nazisti avessero vinto” o qualcosa del genere. L’idea di partenza era quella classica di molte distopie (ucronie, per la precisione): i nazisti hanno vinto la seconda guerra mondiale e adesso, almeno in Europa, comanda Hitler. Noi, divenuti cittadini del Reich, siamo vittime di un regime autoritario in cui ogni atto ribelle o anche solo non ortodosso è punito con severità estrema. Tutti viviamo nel terrore.

Lo sketch faceva solo un piccolo salto in avanti rispetto a questo punto di partenza: la follia nazista era portata agli estremi, includendo negli atti “non ortodossi”, e quindi severamente puniti, molti normalissimi eventi di cui siamo attori quotidianamente. Nel primo sketch della serie immaginavo questa situazione: un uomo cammina sul marciapiede, in una via in cui i segni del dominio nazista sono ben evidenti (bandiere, manifesti ecc). All’improvviso si sfrega il naso un po’ preoccupato, ma poi continua senza ulteriori tentennamenti. A un certo punto entra in un caffè (senza fare splash). Dentro ci sono quattro o cinque clienti, uno al bancone, altri ai tavolini. Alla TV c’è un notiziario che racconta qualche successo del regime; scorrono immagini di un Hitler soddisfatto. L’uomo chiede un caffè, il barista inizia a prepararlo. Tutto d’un tratto l’uomo starnutisce. Cale il gelo. Il barista si volta, ammutolito, con gli occhi spalancati. Il tizio al bancone si allontana lentamente. Uno dei clienti che era seduto al tavolino esce di corsa dal bar, quasi cadendo per la foga. Il protagonista è terrorizzato, si volta a guardare il barista e l’altro cliente ma non trova le parole da dire. Fuori dal bar si sente una frenata. Un furgone delle SS è arrivato sgommando. Escono di corsa tre soldati, uno dei quali gridando ordini in tedesco. Entrano nel bar e afferrano lo starnutitore con violenza. Quello grida delle scuse, dei non volevo. Lo trascinano fuori, lo tirano nel furgone, salgono e ripartono sgommando come sono arrivati, il tutto nell’arco di pochi secondi. Si può chiudere (penso adesso) con l’inquadratura del muro fuori dal bar, su cui è affisso un manifesto che richiama al rispetto delle regole del Reich. Più o meno: “Ricorda, cittadino: starnutire è un reato punibile con la deportazione. Se conosci qualcuno che ha starnutito, denuncialo!”. Fine.

Era da un pezzo che non ripensavo a quest’idea, che non è mai stata realizzata. Poi, oggi, ho letto dell’istituzione degli assistenti civici, e mi è tornata in mente.

Come ammazzare qualcuno coi social network

Facciamo finta che ci sia qualcuno che proprio odiamo. E che siamo in tanti, a odiarlo. Una persona che deve aver compiuto delle vere e proprie nefandezze, se si fa odiare così tanto da così tanti. Per non lasciare tutto campato in aria e dare un po’ di concretezza al discorso chiameremo questa persona Itler.

Allora, diciamo che questo Itler è vivo e vegeto. È vivo, vegeto e potente come lo era il suo quasi omonimo all’apice della sua carriera di genio del male e psicotico certificato. Ha iniziativa, mezzi e un buon numero di seguaci, e con questi porta morte e distruzione ovunque può nel mondo. Tolti quelli che ci guadagnano qualcosa e i pazzi come lui, il resto della popolazione planetaria lo odia profondamente e vorrebbe vederlo morto. Ci sta.

Ovviamente, come sempre accade coi geni del male, ogni tentativo di far fuori Itler tramite complotti, congiure e attentati vari non ha funzionato. Ci vuole un’azione collettiva. Un crowdkilling. Cosa potremmo fare, noi, come popolo dell’internet, per sbarazzarci di cotanto villano?

La soluzione è semplice e a portata di mano. Avete presente, vero, quando muore qualcuno famoso, e tutti mettono subito la sua foto come avatar sui vari social network? Ecco, forse non lo sapete, ma questa cosa funziona anche pre, oltre che post. In pratica, se tutti, o se non proprio tutti almeno la maggior parte di noi, mettiamo come avatar la foto di Itler, Itler muore.

Se non è democrazia digitale questa, cosa lo è?

Chi Ben Affleck comincia è a metà dell’opera

Mettiamo fin da subito in chiaro un paio di cose, anche tre.

Primo, mi ritengo in diritto, con questo mio nuovo blog, di utilizzare anche titoli scemi, per i post. Perdo troppo tempo a pensare titoli raffinati. Se mi vengono entro qualche minuto ok, sennò niente: titolo scemo.

Secondo, tutti quelli che si sono espressi con lamentazioni alla Mario Merola perché Ben Affleck interpreterà al cinema il prossimo Batman, adesso mi devono spiegare perché non hanno messo una bomba sporca alla Columbia Pictures dopo aver visto Nicholas Cage in Ghostrider.

Terzo, e mi fermo, il proverbio “chi ben comincia è a metà dell’opera” è una stupidaggine. Prendete Hitler. La seconda guerra mondiale l’aveva iniziata benissimo, poi è andata com’è andata.

Allora, dico io, meglio iniziare così così.