Fondamenti di sinistra quantistica

Figura d’interferenza sinistro-quantistica (realizzata da Milena)

La meraviglia che ognuno di noi prova nel contemplare la superba perfezione dell’Universo è pari solo allo stupore che ci assale di fronte ai suoi misteri o a una dichiarazione di Borghezio.

A differenza di Borghezio però questi misteri sono sondabili, risolvibili. Le capacità intellettuali che la natura stessa ci ha messo a disposizione ci consentono di completare un po’ a fatica i sudoku in spiaggia ma anche di studiare i fenomeni naturali e di comprendere le leggi che li regolano.


Dio non gioca a dadi con l’Universo. Preferiscono la briscola.
Albert Einstein


In questa incredibile avventura della conoscenza hanno avuto e hanno tuttora un ruolo da protagoniste le scienze politiche, con il loro ambito di studio più paradossale: la sinistra quantistica. Settore che ha dimostrato in modo definitivo che aprire un negozio di toelettatura anguille tutto sommato non è poi così assurdo, se confrontato con la realtà politica.

La recente scoperta di un’ulteriore scissione nella sinistra, cioè quella che ha caratterizzato SEL (Sinistra Elettroni e Libertà) e LED (L’Ennesima Divisione), ci offre l’opportunità di trattare alcuni dei fondamenti teorici che spiegano il comportamento della sinistra. Parliamo, ovviamente, della LQM (Left Quantum Mechanics).

Einstein nella sua famosa imitazione di Ignazio Marino

Le origini di questa teoria risalgono ai primi del Novecento, quando Marx Planck (pensate stia scherzando?, N.d.A.), fisico tedesco, si trovò a dover affrontare il problema della radiazione del corpo rosso, inteso come insieme degli elettori di sinistra. L’applicazione delle ben note equazioni di Marxwell (adesso sì, N.d.A.) a questo problema portava infatti a un risultato assurdo: una qualsiasi formazione ideale di sinistra avrebbe emesso un continuo di elettori di potenza infinita (catastrofe dell’ultrarosso). Situazione che era in contrasto con ogni evidenza elettorale.

Planck, pur titubante, avanzò l’ardita ipotesi dei quanti, in base alla quale l’energia della sinistra e la sua evoluzione ideologica non fossero descrivibili secondo le leggi della politica classica, e che le emissioni e le oscillazioni sinistrorse avvenissero solo per quantità discrete. Il postulato di Planck si dimostrò valido. Una nuova scienza politica era nata: la LQM, la meccanica sinistro-quantistica.

Scoperti i limiti della sinistra classica, adatta a descrivere il mondo macroscopico delle grandi masse operaie e delle basse energie riformiste, la LQM iniziò a mostrare cosa avveniva a scale politiche più fondamentali, permettendo di gettare uno sguardo sulla micro e micromega-politica.


Nulla è di sinistra finché non è misurato.
Niels Bohr


Nel 1913 il fisico Niels Bohr, famoso anche per aver inventato le danesi alla crema, sfruttò i risultati di Planck sulla quantizzazione dell’energia di sinistra per applicarli a scala atomica, ottenendo così quello che oggi è conosciuto come modello partitico di Bohr. Tale modello prevedeva un partito formato da un nucleo centrale (dirigenza) composto da dirigenti muniti di carica e dirigenti privi di carica (della famiglia dei baroni, si scoprì più tardi), attorno a cui orbitano un certo numero di elettori (base) che possono allontanarsi dal partito o avvicinarsi a esso solo seguendo percorsi ben definiti e discreti (salto quantoideologico).

Riunione del direttivo comunista della sezione di Sassuolo, 1927

Il precedente modello partitico, elaborato da Rutherford qualche anno prima, soffriva di un grave problema di stabilità politica: gli elettori del partito, infatti, entro una quantità finita di tornate elettorali, finivano per cadere all’interno del nucleo dirigenziale, generando il paradosso di una formazione politica con una dirigenza infinita ma priva di elettori. Inserendo la quantizzazione, Bohr risolse il problema, e le evidenze sperimentali gli diedero ragione. Inizialmente proposto per l’atomo politico più semplice (la sezione di quartiere), il modello trovò applicazione anche per strutture più complesse (provincia, regione, governo centrale, federazione dei pianeti, internet).


Penso di poter affermare che nessuno capisce le affermazioni di Vendola.
Richard Feynman


Qualche anno più tardi Louis de Broglie (scopritore altresì dei brogli elettorali, da cui prendono il nome) scoprì che l’elettorato di sinistra può essere descritto in modo assolutamente equivalente sia come corpuscolo popolare che come onda comunista (principio di plementarieà comunista, o com-plementarietà). Nel volgere di poco Werner Heisenberg e Erwin Schrödinger formalizzarono questa intuizione dando avvio a un nuovo e fecondo campo di studi, quello dei sondaggi elettorali e degli exit poll.

Questa natura ambivalente dell’elettorato di sinistra emerge in modo piuttosto eclatante da una serie di esperimenti (iniziati da Young, detto Il giovane, all’inizio dell’800) chiamati “della doppia fenditura”, o anche del “e mo chi voto?”. In pratica si prende una sorgente di elettori di sinistra e la si dirige verso un muro (famoso, per le dimensioni, quello utilizzato a Berlino fino al 1989, poi abbattuto per mancanza di fondi alla ricerca) dotato di due fenditure, una a sinistra e una più a sinistra, dietro cui è posta una parete in grado di rilevare l’urto degli elettori. Su questa parete durante l’esperimento viene a formarsi la classica figura di comunismo (falce e martello, vedi figura in alto), tipica dei fenomeni ondulatori.


La sinistra non è una rappresentazione della realtà, ma del nostro modo di pensare a Berlinguer.
Werner Heisenberg


Cio che è paradossale è che se si sparano i singoli elettori – corpuscoli di sinistra dotati di tessera elettorale – uno alla volta, sulla parete di fondo viene a formarsi comunque la figura di comunismo, come se il singolo elettore interferisse con se stesso (quantoschizofrenia) e passasse contemporaneamente da entrambe le fenditure (quantoballottaggio). Ancora più assurdo è che se si fa un sondaggio elettorale presso una delle due fenditure, per capire dove passa l’elettore, la figura di comunismo scompare, e sulla parete di fondo si forma il simbolo del PD.

Secondo Richard Feynman (fisico che ha ispirato a Elio e le storie tese la nota strofa di Parco Sempione: “piantala con ‘sti bonghi” ) il paradosso del collasso della funzione d’onda comunista a elettorato corpuscolare del PD è conseguenza del principio d’indeterminazione di Heisenberg.


Questa sinistra quantistica è una bomba!
Robert Oppenheimer


Tale principio, che Heisenberg partorì mentre cercava di calcolare la quantità di Brezel sufficiente per non sbronzarsi completamente con 8 boccali di birra, afferma che è impossibile misurare contemporaneamente e con precisione arbitraria la posizione politica di un elettore di sinitra e la velocità con cui questi si sta spostando verso un altro partito di sinistra.

Se si tenta una misura simile, per esempio con un’intervista telefonica, si avrà questa situazione: più si cerca una risposta precisa dell’elettore, più l’elettore sarà soggetto a un ripensamento. In numerosi esperimenti effettuati è stato confermato che chiedere lista, partito e nome del candidato preferiti ha come conseguenza l’annichilazione dell’elettore stesso, fenomeno che è conosciuto come PCI (People Collapse Interaction).


I gatti sono rivoluzionari reazionari.
Erwin Schrödinger


Per mostrare quanto la LQM sia controintuitiva e lontana dalle leggi della sinistra classica, sarà il caso di accennare a un famoso esperimento mentale ideato nel 1935, quello dell’elettore di Schrödinger. Lo facciamo con le parole dello scienziato stesso:

Si possono anche costruire casi del tutto burleschi. Si rinchiuda un elettore di sinistra in una cabina elettorale, insieme alla seguente macchina infernale: una matita copiativa e una scheda elettorale su cui sono stampati due simboli partitici, quello del PCI e quello del PD. Dopo avere lasciato indisturbato questo intero sistema per un’ora, si direbbe che l’elettore è di sinistra se nel frattempo ha messo una croce sul simbolo del PCI, mentre non lo è se ha messo la croce sul simbolo del PD. La funzione (PSI) dell’intero sistema porta ad affermare che in essa l’elettore di sinistra e non di sinistra non sono degli stati puri, ma miscelati con uguale peso.

In poche parole, fino all’atto della misura, ovvero lo spoglio elettorale, l’elettore è contemporaneamente di sinistra e non di sinistra, cioè in una sovrapposizione di stati (come anche Palestina e Israele, per esempio). Nel momento in cui la scheda viene aperta e osservata dallo scrutatore la funzione d’onda comunista collassa in uno dei sue stati possibili e la sovrapposizione sparisce: l’elettore ha votato o PCI o PD, quindi è di sinistra o non è di sinistra. Per quanto sorprendente, i fondamenti della sinistra quantistica conducono a tali risultati.

Elettore di Schrödinger

È il caso di far notare, per non incorrere in fraintendimenti, che il cosiddetto “centrosinistra”, che spesso i non addetti ai lavori scambiano per una sovrapposizione degli stati “centro” e “sinistra” nell’ambito della LQM, è in realtà un concetto proprio di una teoria chiamata Gravità Quantistica a DC (Divine Center Quantum Gravity), nata allo scopo di superare l’incompatibilità tra la LQM e la RG (Right Gravity). La DCQG si configura infatti come una teoria di unificazione, in grado di spiegare ogni interazione politica esistente in natura. Essa parte dall’assunto che le varie forze politiche conosciute siano nient’altro che espressioni a bassa energia di una, sola, cattolica, apostolica, forza partitica che ad altissime energie elettorali le riunisce tutte.

La Gravità Quantistica a DC, allo stato attuale, non ha ottenuto alcuna conferma sperimentale.

 


Questo scritto è stato pubblicato in origine su Diecimila.me. Era il 17 luglio 2014. A parte qualche dettaglio (cambiano le sigle, restano le scissioni), il resto dell’apparato teorico sembra essere ancora valido. Probabilmente resterà tale fino alla prossima rivoluzione. Scientifica.

 

Fisica del pacifismo

Una delle più grandi tragedie dell’umanità, dopo gli straordinari non pagati e le ZTL, è certamente la guerra.

La storia ne è talmente piena che i capitoli dei libri sono molto spesso intitolati coi nomi dei vari conflitti che si sono succeduti nel tempo. In un’interrogazione tipo di storia non può mancare la domanda sulla data di una certa battaglia; di solito quella di Waterloo, anche se col programma siete al Medioevo.

Se non esistesse la guerra gli storici farebbero la fame. Il fatto che moltissimi storici facciano comunque la fame indica che di guerre non ce ne sono abbastanza, almeno secondo loro. Di storici pacifisti infatti ce ne sono pochissimi.

A parte gli storici, tutti gli altri tendono a classificare la guerra come la catastrofe peggiore che possa capitare. La guerra uccide, amputa, ferisce, traumatizza, distrugge e in generale ha un pessimo effetto sulle persone che vi sono coinvolte. Da queste bisogna togliere i politici, perché loro hanno sempre la strana tendenza a guadagnarci qualcosa, anche se sono dalla parte degli sconfitti. Infatti di politici pacifisti ce ne sono pochissimi.

Chi ha la doppia laurea Storia-Scienze politiche è un guerrafondaio per definizione.

Nei secoli, nonostante la mole di critiche che le sono state scagliate contro, la guerra ha proliferato ovunque, ma la vera svolta c’è stata con l’invenzione delle armi da fuoco. Pistole, fucili, cannoni, e poi bombe, missili e tutto il resto hanno cambiato il volto dei conflitti, che comunque già non era bellissimo.

Partendo dal presupposto che se la gente vuole ammazzarsi lo fa pure con i tappi dello spumante, non possiamo non ammettere che senza le armi da fuoco il mondo sarebbe molto più pacifico. La soluzione, perciò, è piuttosto ovvia: bisogna rendere le armi da fuoco inefficaci, o meglio completamente inutili.

Per farlo bisogna ragionare al livello più elementare possibile, ovvero quello fisico. L’arma da fuoco, secondo la sempre autorevole Wikipedia, è:

una macchina termobalistica che sfrutta l’energia cinetica dei gas in espansione da una carica di lancio o scoppio.

Questa definizione, che sembra la sintesi di un Bignami di fisica, ci offre diverse strade da seguire per rendere un’arma da fuoco inutile. Le leggi fisiche che governano il suo funzionamento sono svariate: basterà agire in maniera appropriata su una di queste per riuscire nel nostro intento.

Potremmo modificare le leggi meccaniche che governano le leve, oppure mettere mano alla termodinamica che fa funzionare lo scoppio, ma forse la soluzione migliore è agire sulle leggi della cinetica.

Se, per esempio, l’energia cinetica, invece di essere E=1/2mv^2 fosse E=1/329mv^2, sparare a qualcuno sarebbe quasi sempre inutile. Il proiettile cadrebbe a terra prima di arrivare al bersaglio, oppure gli rimbalzerebbe addosso. Per stare sicuri si potrebbe anche cambiare il rapporto nella formula fino alla conclamata inutilità balistica: 1/1000 (già ce la fa), ma anche 1/1000000, volendo.

Per altri tipi di armi si possono modificare anche altre leggi, fisiche o chimiche che siano. Ci si può sbizzarrire: l’importante è raggiungere lo scopo.

A quel punto, modificate le leggi di natura e rese inutili le armi da fuoco, magari non s’inaugurerà la pace mondiale perpetua, ma molte cose cambierebbero.

Personalmente, altre soluzioni non ne vedo. Perché smettere di fabbricare armi, a quanto pare, proprio non si può.

Bosone di nome

Il Nobel per la Fisica è quello a cui sono più affezionato. Sarà che quando penso alla scienza la prima disciplina che mi viene in mente è la fisica, non me ne vogliano medici, fisiologici (sempre che esistano) e chimici. Gli economisti invece mi vedranno bruciare all’inferno prima di sentirmi dire che la loro è una scienza.

Anche all’Universo – con cui sono pienamente d’accordo – la fisica è la prima cosa che è venuta in mente, giusto un attimo dopo il Big Bang. Non poteva andare diversamente, visto che mancavano proprio gli oggetti di studio delle altre discipline. Non c’era ancora nemmeno la chimica, che sarebbe stata inaugurata poco dopo, a temperature appena più gradevoli. Poi, tutte le altre. L’economia avrebbe dovuto attendere 13,7 miliardi di anni, se fosse stata una scienza.

Comunque, anche grazie a quel bestione del Large Hadron Collider, il Nobel per la Fisica è andato a Peter Higgs e a François Englert, per la scoperta del Bosone di Higgs, dal cui nome si deduce che Peter è il padre e François la madre.