Perfetti sconosciuti (un dettaglio)

Ieri sera al cinema ho visto Perfetti sconosciuti.

Parla di un gruppo di amici – fra cui tre coppie – che a cena, a un certo punto, fanno un gioco: ognuno prende il proprio cellulare e lo mette sul tavolo, e da quel momento in poi qualsiasi comunicazione in arrivo – telefonate, messaggi, mail e tutto il resto – viene condivisa con gli altri a tavola, senza filtri.

Un’idea semplice quanto efficace. Nonché da brividi, in un’epoca in cui, come si dice più o meno nel film, abbiamo messo le nostre vite dentro questi aggeggi.

Ovviamente, il fatto che a nessuno si scarichi la batteria, durante la cena, lo rende un film di fantascienza. Però ve lo consiglio comunque.

Un blog è morto

Chissà se tutte le aziende che fanno hosting sono così premurose.

Quella che reggeva Uraniborg, il mio vecchio blog, lo è di certo. Nell’ultimo mese-mese e mezzo mi ha scritto una dozzina di mail per ricordarmi che il blog stava giungendo a scadenza. Oddio, si trattava pur sempre di riscuotere dei soldi, quindi parlare di gentilezza forse non è il caso. Però, insomma, ho apprezzato.

Dal canto mio, ho assistito alla carrellata di mail con cinico fatalismo. Le ho ignorate crogiolandomi nell’indifferenza più completa. Quasi facendomi beffe del loro tono sempre più urgente, persino allarmistico alla fine. Avevo già da tempo deciso il tragico destino di Uraniborg.

Ora Uraniborg.it non c’è più. Anzi, il mio Uraniborg non c’è più. Dopo un paio di giorni di limbo bianco, infatti, ora c’è già qualcos’altro, al suo posto, qualcosa che ancora non ha forma. Presto probabilmente l’avrà. Una sorta di reincarnazione.

Il mio Uraniborg invece è scomparso. E viene da chiedersi se tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come bit nella Rete, o se diverranno fiocchi di 0 e 1 che non cadono da nessuna parte. Dipende se preferite il finale di Blade Runner o quello di Nirvana.

Oppure ho fatto un backup.

Non avete la minima idea di cosa sto parlando, ne sono sicuro, ma non preoccupatevi: un giorno l’avrete.

Il film pasquale

Stavo pensando che la Pasqua, dal nostro punto di vista, è anche, e forse soprattutto, la rievocazione di una serie di eventi molto lontani nel tempo, una narrazione che spesso viene messa in forma di rappresentazione. Insomma una specie di spettacolo teatrale, o di film.

Ed è strano, di questi tempi, che un evento di tale portata non abbia un trailer che gira da un paio di mesi in TV, dove una profonda voce fuori campo dice cose tipo “dal produttore e regista del Natale” o “più di duemila anni di repliche!”, e che la settimana prossima, sui giornali, non ci sia qualche critico che commenti sprezzante “è sempre la solita solfa”. Pur essendo tutti gli altri di parere opposto.

È strano davvero.