Lettera a coloro che scrivono una lettera ai propri figli per spiegare loro certe batoste

Cari voi,
sì, il mondo è un posto per buona parte orribile, abitato da persone orribili che fanno cose orribili in modo orribile. E non vestono nemmeno troppo bene.
Il problema è che, a forza di stare in quel 5% dove ogni cosa è un po’ meno orribile, forse ce lo siamo dimenticati.
Così, quando capitano certi avvenimenti, e il 95% si mostra in tutta la sua orribiltà, la paura ci assale e l’istinto ci fa arretrare ancora, diciamo fino al 4%.
Dite ai vostri figli, sempre che ne abbiano bisogno, che a forza di arretrare fra poco il mondo sarà orribile al 100%. Così tutto andrà a posto e non ci sarà più bisogno di scrivere lettere simili.

Alcuni figli inaspettati di Brad e Angelina

A quanto pare ciò che resta di Angelina Jolie ha chiesto il divorzio a Brad Pitt.

Al di là di tutte le considerazioni sull’amore che nasce, cresce, si riproduce, muore e viene seppellito dagli avvocati divorzisti, nel caso della coppia hollywoodiana la questione più scottante – al grido di “qualcuno pensi ai bambini!” – riguarda il cosiddetto children management, la gestione dei figli.

Angelina e Brad ne hanno circa 731. Dico circa perché le stime delle varie agenzie non concordano, e la cifra subisce fluttuazioni quotidiane, al punto che la Borsa di New York nel 2014 ha inaugurato un apposito indice (BRANGEQ) dedicato al monitoraggio del suo andamento.

Alcuni di questi 731 sono figli naturali, altri sono adottati, comprati, noleggiati, donati, in comodato gratuito, vinti, conquistati, depositati su conti cifrati in Svizzera, scaricati coi torrent.

Ovviamente, nonostante le due star abbiano avviato un’apposita srl per il controllo del flusso import-export di figli e per la loro successiva gestione logistica, la quantità spropositata di prole e un uso piuttosto indiscriminato dell’espressione “figlio mio” hanno generato alcuni casi piuttosto singolari. Vediamone alcuni.

Figlio n. 219
Nome: Derek
Origine: Olanda
Età: 11

Mentre Angelina era ad Amsterdam per girare uno spot per una nota marca di trapani a colonna, durante una pausa delle riprese incontrò, in una via molto affollata, un bambino che si era perso. Era il piccolo Derekk, che all’epoca aveva 5 anni, spaventato e in lacrime. Angelina lo prese in braccio e gli chiese “Perché piangi?”, lui fra i singhiozzi riuscì a malapena a dire “Non trovo la mia mamma”. “Sono io la tua mamma”, disse lei, e se lo portò via. Semplice come rubare le caramelle e il bambino.

Figlio n. 477
Nome: Pablo
Origine: Messico
Età: 8 anni

Durante le riprese di The Mexican, una sera Brad, con alcuni membri della troupe, si prese una clamorosa sbronza a base di tequila. La mattina dopo, ancora completamente intontito dall’alcol, mentre si vestiva in fretta per andare sul set si ritrovò nella tasca destra dei pantaloni un bambino di su per giù 4 anni. Della serata precedente non ricordava niente, quindi nel dubbio lo chiamò Pablo e se lo accaparrò ufficialmente mezz’ora più tardi, grazie all’alquanto carente legislazione messicana sulle adozioni.

Figlio n. 102
Nome: Manlio Catinelli detto Er colla
Origine: Italia
Età: 46

Brad e Angelina erano segretamente in vacanza a Roma. Si aggiravano per la città con occhiali scuri e cappello, per evitare i fan. Manlio, 41enne disoccupato con alcuni precedenti per truffa, cercando di scroccare loro una sigaretta li riconobbe. Non fece altro che seguirli, continuando a ripetere “Mom” e “Dad”, le uniche due parole d’inglese che sapeva, a parte Rocky Balboa. Bastarono tre quarti d’ora perché i due si convincessero che fosse figlio loro. Anvedi Er Colla.

Figlio 584
Nome: sconosciuto
Origine: Amazon
Età: 7

Un ordine sbagliato di Amazon mai mandato indietro.

Figlio n. 616
Nome: Margareth
Origine: USA
Età: 8

Un giorno Angelina andò a fare la spesa al supermercato. A un certo punto si allontanò dal carrello per pesare alcuni fili d’erba per il pranzo e al ritorno non riuscì più a trovarlo. Ne prese un altro che sembrava abbandonato nella corsia dei detersivi, con dentro una spesa interessante e la piccola Margareth. Alla cassa si ricordò che anche nel suo c’era una bambina (Figlio 196, Sally), ma a quel punto, già in coda, non valeva la pena tornare indietro e andò in pari con Margareth. Che risultò anche in offerta.

Filglio n. 702
Nome: Sony SDR-4X Mark III
Origine: Giappone
Età: versione 5.2, ServicePack4

Robot umanoide che, dopo aver servito la coppia per alcuni anni con grande profitto, è riuscito a farsi assegnare al nucleo familiare. Per tale motivo è considerata la prima macchina ad aver superato il test di Turing.

Figlio n. 1
Nome: Jennifer Joanna Anastassakis (Jennifer Aniston)
Origine: USA
Età: 47

Sì, per un garbuglio legal-burocratico risalente all’epoca del divorzio con Brad Pitt, Jennifer Aniston è la prima figlia della coppia. Non si preoccupino i fan del #teamJennifer: negli Stati Uniti è legale contrarre matrimonio con la propria figlia. Non so se avete presente Woody Allen.

Figli kafkiani

L’altro giorno, mentre avevo una copia di Eccì in mano, a un certo punto ho fatto uno di quei gesti goffi che noi svariatamente scoordinati ogni tanto facciamo, così il libro mi è scivolato e si è diretto molto einsteinianamente verso terra. Allorché, nel tentativo di recuperare sia il libro sia la mia atleticità agli occhi del mondo, mi sono esibito in un movimento rapido, deciso, mirato, e ho afferrato il volume grave con una stretta sicura di pollice e indice, applicata però a un angolo di pagina, che quindi, in virtù di alcune caratteristiche dei derivati della cellulosa, si è strappato. Il libro ha terminato la sua caduta sul pavimento, e io sono rimasto con un triangolino di carta in mano. Allora mi è venuto subito in mente (succede sempre, in questi casi) Kafka, che una volta scrisse un racconto intitolato Undici figli, in cui non faceva altro che descrivere i suoi undici figli; figli che, piccolo dettaglio, non aveva, ma che poi venne fuori che erano undici racconti a cui stava lavorando. Li considerava figli, i suoi racconti, Kafka. E anche a me piace un po’ considerarli così (figli miei, non di Kafka), i miei racconti. Perciò, quando l’angolo della pagina di Eccì s’è strappato, e il libro è caduto, che è un po’ come se uno avesse un figlio di carne e ossa e per una mossa sbagliata lo facesse cadere dalle braccia, e cercando di riprenderlo non dico gli staccasse un braccio, ma insomma gli facesse in qualche modo male, ecco, in quel momento lì mi sono sentito un po’ padre degenere. E avrei anche dovuto disperarmi e percuotermi il petto e piangere, solo che non mi è venuto spontaneo, e allora adesso cerco solo di starci un filo più attento.

Limitare gli sprechi

Se comprate un’auto con cinque posti, poi però ci andate in giro da soli, oppure in coppia, è un po’ uno spreco. Sì, qualche volta capita di caricare altre persone, amici parenti colleghi, ma non succede così spesso da potersi chiedere, di quei tre posti là dietro, Come avrei fatto senza?

Per rimediare allo spreco la soluzione più naturale è fare dei figli: riempiono i sedili alla perfezione, sembrano fatti apposta. Ovviamente si tratta di una strategia che non dà risultati a breve termine, a causa dei tempi biologici. A questo potete porre almeno in parte rimedio lavorando su due fronti: produzione propria e adozione. La tempistica dovrebbe migliorare, ma per un risultato soddisfacente avete comunque bisogno di qualche anno.

Un’altra soluzione è dare a tutti passaggi indiscriminatamente, nel senso che li vogliamo o no. Ci fossero tanti autostoppisti, tutto sarebbe più facile, ma in loro assenza dovrete affiancare i pedoni e convincerli a salire per portarli dove stanno andando. Nella maggior parte dei casi vi toccherà insistere: molti tendono a essere diffidenti. Sedili comodi, ambiente ottimamente climatizzato e blocco centralizzato degli sportelli giocheranno a vostro favore. Appostatevi all’uscita delle discoteche: lo spettro dei controlli alcolometrici ridurrà la resistenza delle persone al minimo.

Anche comprarvi un grosso cane va bene.

Dovete ingegnarvi un po’, insomma, ma potete farcela.

Con le tasche posteriori dei jeans invece il problema è risolto, grazie agli smartphone.