Uscita dall’Euro. Le eventuali mete

Il tema dell’uscita dall’Europa ormai è più mainstream della vita quotidiana di Leone Lucia Ferragni, figlio della nota fashion blogger Chiara Ferragni e dei tatuaggi di Fedez. Nonostante ciò, come argomento ricorda un po’ il sesso quando si è adolescenti: tutti ne parlano con piglio da esperti ma quasi nessuno ha la benché minima idea di cosa sia nella pratica. Lo dimostra il fatto che tutti coloro che propongono di uscire dall’Europa sembrano trascurare l’ovvia e conseguente domanda: per entrare dove?

Per ovviare a questa mancata chiarezza, faremo qui qualche ipotesi, in modo da avere ben presenti i pro e i contro di un eventuale spostamento del Belpaese verso altri scenari internazionali.

Oceania
Passeremmo da essere una penisola a essere un’isola, ovviamente, con grande vantaggio dei settori pesca e turismo, e con grande soddisfazione del sottoinsieme “navigatori” della popolazione. Anche i poeti forse ne guadagnerebbero. Ai santi, a meno di non camminare sull’acqua, non sarà di particolare vantaggio. Ci toglieremmo per sempre di torno il progetto del ponte sullo Stretto, perché se tutto è un’isola si ragiona da marittimi, e si va in barca o in aereo. Il vero problema è che lì hanno già la Nuova Zelanda, il nostro alter ego australe. Cosa se ne farebbero di un’altra?
Vantaggi: pesce sempre fresco. Svantaggi: tsunami.

Asia
La Cina è più vicina, si sa. Se quatti quatti spicchiamo un salto, è fatta. Ci piazziamo nel continente iper-produttivo e solo per emanazione guadagniamo 7 punti di PIL. E circa il 65% di inquinamento in più. C’abbiamo delocalizzato tre quarti di settore industriale, il trasloco completo non dovrebbe essere questo grande problema. Un paio di scatoloni ed è fatta. Il vero problema è che, con i numeri che hanno lì in termini di popolazione, usciremmo dall’Europa come nazione ed entreremmo in Asia come cittadina di medie dimensioni, il cui centro storico è l’Umbria. A meno che non riescano a infilarci in blocco in una fabbrica, raggiungendo un obiettivo mai nemmeno sognato da alcun ministro del lavoro: la disoccupazione a zero.
Vantaggi: ristoranti cinesi ovunque. Svantaggi: ristoranti cinesi ovunque.

America
Staremmo molto più a nostro agio in Sud America, ma di calcio ne abbiamo già in quantità industriale. Inoltre si tratta di territori che in un recente passato hanno subìto una forte immigrazione dal nostro paese, ed è inutile viaggiare se poi ti ritrovi accanto gente che parla, mangia e pensa come te. Se proprio l’Italia deve spostarsi, che lo faccia lontano dagli italiani. Il che significa: Nord America. Il che significa: Stati Uniti, la terra delle mille opportunità! (se avete pensato al Canada, siete dei burloni; se avete pensato a qualsiasi altra nazione a sud degli USA, spiace ma c’è giù Cuba a fare il nostro mestiere lì) Gli Stati Uniti ci adorano, anche perché siamo una specie di loro colonia. Ci accoglierebbero come una madre amorevole con un figlio scapestrato. E ci sistemerebbero con cura, al sicuro, in un posto che ci faccia sentire a nostro agio: Las Vegas.
Vantaggi: benzina a basso costo. Svantaggi: giubbotto anti proiettile sempre addosso.

Africa
Veniamo tutti da lì, torneremo tutti lì. Tanto vale farlo subito. L’effetto immediato sarebbe il completo capovolgimento della questione immigrati. Da una parte sarebbe come rimpatriarli tutti. Dall’altra saremmo noi gli immigrati. La Lega si dissolverebbe in una nuvoletta di fuzzy logic. Salvini sparirebbe per tre giorni, dopodiché tornerebbe in scena con nuovo soggetto politico che combatte l’ingerenza occidentale negli affari africani (mentre il PD si presenterebbe alle elezioni  con lo slogan “Aiutateci a casa nostra!”). Passeremmo per ricchi e politicamente stabili. Saremmo la Germania africana.
Vantaggi: le gazzelle. Svantaggi: i leoni.

Antartide
Soli e isolati, diverremo materia di leggende. Il mondo parlerà di noi bisbigliando, per la paura di evocarci. E tutti temeranno un inverno più rigido del solito, e quei ghiacci che potrebbero permetterci di raggiungere le terre civili per portare il più vero di tutti i Made in Italy: il caos.
Vantaggi: winter is coming. Svantaggi: il riscaldamento globale.

 

I want to Brexit

C’è quest’argomentazione tipica, a favore dell’andarsene dall’Europa, o dall’Euro, o da un buffet in piedi, o comunque da qualsiasi situazione in cui un potere più distante dirige un potere meno distante, che secondo me è uno dei soliti trucchi dei politici per continuare a essere politici.

Agisce sull’orgoglio nazionale, sull’identità, sulla sovranità, sull’autodeterminazione. Chiamiamolo nazionalismo. Chiamiamolo “a casa mia comando io”. Chiamiamolo Benny Hill.

Se vivessimo in una democrazia diretta, Benny Hill sarebbe sacrosanto. Io, cittadino, sarei contemporaneamente governante e governato. Un solo livello di potere, una quantità inverosimile di decisioni da prendere, pochissimo tempo libero. Funzionerebbe anche. Sarebbe uno splendido incubo.

Viviamo invece (tolte le dittature e quelli che lavorano da Amazon) in democrazie rappresentative. Ovvero trasferiamo il nostro potere ad altri, che fungono da nostri rappresentanti ai vari livelli di governo. Deleghiamo, in sostanza, il che ci consente di fregarcene di un mucchio di questioni, almeno finché le cose vanno bene. Appena iniziano ad andar male, possiamo protestare vivacemente. È un sistema basato sulla pigrizia e sull’ipocrisia, e infatti ha un buon successo.

Nel momento in cui un politico, per convincervi a uscire dall’Europa o dall’Euro o dal buffet, vi dice che qualcun altro sta prendendo le decisioni che spettano a voi, dice inconsapevolmente la verità, perché quel qualcun altro è lui stesso. Voi avete deciso solo una volta, votandolo come rappresentante. Da lì in poi ha deciso tutto lui. Sempre che abbiate vinto le elezioni, altrimenti niente.

Quindi, di potere ne avete ben poco. Facciamo anzi che non ne avete per niente, per approssimazione. Più chiaramente: non contate un cazzo. Se siete fortunati e avete votato rappresentanti con idee molto vicine alle vostre, e questi hanno vinto le elezioni e quindi sono al governo, può anche accadere che una loro scelta ogni 25 coincida con quella che sarebbe stata la vostra, nel primo anno di legislatura. Poi basta. Più chiaramente: fanno il cazzo che vogliono.

Tiriamo le fila del ragionamento. Voi non contate un cazzo. Loro fanno il cazzo che vogliono. Quando vi chiedono di uscire dal buffet non è per farvi contare qualcosa in più, ma per continuare a fare il cazzo che vogliono loro, perché con un potere ulteriore sopra di sé, qualche limite ci scappa.

Insomma, avere un altro livello di potere in cima non lederà il vostro, che è già inesistente, azzerato. Sottrarrà potere a quelli appena sotto. I quali, preoccupatissimi da tale evenienza, cercheranno di convincervi che siete importanti e vi trascineranno a votare qualche follia che permetta loro di andare avanti così, facendo il cazzo che vogliono senza tante rotture.

O magari è più complicata di così. Ma non di molto.

Così lontano, così vicino

È una questione di distanza.

Da una parte c’è New Horizons. Una sonda che dopo aver viaggiato per 9 anni raggiunge il suo obiettivo principale, a quasi 5 miliardi di kilometri di distanza da noi, il pianeta Plutone, il più lontano di tutti, per analizzarlo, misurarlo e fotografarlo, e permetterci così di completare l’album dei pianeti del sistema solare da mostrare agli amici extraterrestri, quando capiteranno da queste parti a cena.
Un’impresa scientifica e tecnica che non può che sbalordire: l’equivalente a golf dell’andare in buca con un colpo solo in una par 45 con la pallina che rimbalza da un tronco d’albero all’altro per poi passare attraverso una tempesta di sabbia e un motoraduno in provincia di Belluno, postando nel frattempo su Instagram le foto del percorso.

Dall’altra parte c’è l’Europa. Un continente che è qui, ce l’abbiamo sotto i piedi, non va da nessuna parte, esclusa la deriva dei continenti naturalmente, e che vorrebbe essere un’Europa dei popoli, una comunità, un’unione non solo nel nome, ma che in questa direzione, soprattutto negli ultimi tempi, non sembra proprio riuscire ad andarci.
Un’impresa umana il cui equivalente sta diventando una coda a uno sportello dove si distribuisce la paghetta ma solo se hai fatto il bravo. In cui chi è dentro è dentro chi è fuori è fuori, ma se fuori ci sono le merci ok, loro possono entrare, invece se fuori ci sono le persone che restino lì, perché le frontiere aperte sono quelle interne, e anche quelle, se c’è bisogno, è un attimo chiuderle.

È certamente una questione di distanza. Non c’è altra spiegazione.