I cinque errori che ho fatto tutti tutti

L’altro giorno, di una roba lunga che ho scritto, mi hanno detto che avevo commesso tutti e cinque gli errori che non bisogna commettere quando si scrive.

Che lì per lì ho pensato Ecco, lo sapevo che andava a finire così. Facile scrivere pezzi brevi (oddio, facile, insomma), poi però quando si tratta di cose più impegnative, strutturate, eh, lì si vede la qualità vera, hai poco da fare quello che si atteggia a scrittore. E infatti ho commesso tutti e cinque quegli errori che non dovevo commettere, scrivendo.

Poi però ho pensato che io, mentre scrivevo quella roba lunga, quei cinque errori lì non sapevo mica che fossero errori. Come facevo a evitarli? Bisognava saperlo prima. E se non me lo dice nessuno, se non è scritto da nessuna parte, cosa ne so?

Adesso che lo so, invece, vedrai come miglioro.

Refusi

Io devo dire prima non mi succedeva.

Poi però ho iniziato a fare un po’ il revisore di testi, il correttore di bozze, quelle cose lì, e ho cominciato a tenerci.

Quindi adesso, quando leggo un libro e ci trovo dei refusi, me li annoto. A fine lettura prendo e scrivo alla casa editrice: a pagina tot riga tot c’è questo refuso. È una specie di mania.

Qualche volta sono giusto un paio, i refusi. Sono quelli fisiologici. Quando non li trovo sospetto di me, che non li ho trovati, o del libro, che è inquietante che non li abbia.

Altre volte sono parecchi, oltre la soglia naturale che qualsiasi lettore accetterebbe. Credo c’entri il fatto che i correttori di bozze stiano andando piano piano scomparendo. (ah, comunque, nel caso ve ne serva uno, fate un fischio, che c’ho ancora l’occhio buono)

Io, se lavorassi in una redazione, e arrivasse una mail come la mia, sarei grato a chi l’ha scritta. Anche se conoscessi già quei refusi. Anche se fosse la decima mail che me li segnala. Risponderei grazie.

Invece, oh, non risponde quasi mai nessuno.