Tutte le tasse che non pagherem(m)o

È un peccato che le elezioni possano vincerle solo alcuni.

Se le vincessero tutti, e tutti rispettassero le promesse elettorali, non avremmo più le seguenti tasse:

Addizionale comunale sui diritti d’imbarco di passeggeri sulle aeromobili, Addizionale comunale sull’Irpef, Addizionale erariale tassa automobilistica per auto di potenza sup. 185 kw, Addizionale regionale all’accisa sul gas naturale, Addizionale regionale sull’Irpef, Bollo auto, Canoni su telecomunicazioni e Rai Tv, Cedolare secca sugli affitti, Concessioni governative, Contributo Ambientale Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi), Contributi concessioni edilizie, Contributi consorzi di bonifica, Contributo Sistri (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti), Contributo SSN sui premi RC auto, Contributo unificato di iscrizione a ruolo, Diritto Albo Nazionale Gestori Ambientali, Diritti archivi notarili, Diritti catastali, Diritti consolari, Diritti delle Camere di commercio, Diritti di magazzinaggio, Diritti per contrassegni apposti alle merci, Diritti SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori), Imposta catastale, Imposta di bollo, Imposta di bollo sui capitali all’estero, Imposta di bollo sulla secretazione dei capitali scudati, Imposta di registro e sostitutiva, Imposta di scopo, Imposta di soggiorno, Imposta erariale sui aeromobili privati, Imposta erariale sui voli passeggeri aerotaxi, Imposta ipotecaria, Imposta municipale propria (Imu), Imposta per rivalutazione terreni e partecipazioni, Imposta plusvalenze cessioni azioni (capital gain), Imposta provinciale di trascrizione, Imposta regionale sulle attività produttive (Irap), Imposta regionale sulla benzina per autotrazione, Imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili, Imposta sostitutiva imprenditori e lavoratori autonomi regime di vantaggio e regime forfetario agevolato, Imposta sostitutiva sui premi e vincite, Imposta sulla sigaretta elettronica, Imposta su immobili all’estero, Imposta sugli oli minerali e derivati, Imposta sugli spettacoli, Imposta sugli spiriti, Imposta sui gas incondensabili, Imposta unica sui concorsi pronostici e scommesse, Imposta sui tabacchi, Imposta sul gas metano, Imposta unica su giochi a distanza con vincite in denaro, Imposta sul lotto e le lotterie, Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), Imposta sul valore aggiunto (Iva), Imposta sulla birra, Imposta sulle assicurazioni, Imposte su assicurazione vita e previdenza complementare, Imposta Regionale sulle concessioni statali dei beni del demanio e patrimonio indisponibile, Imposta sulle riserve matematiche di assicurazione, Imposta sulle transazioni finanziarie (Tobin Tax), Imposta sull’energia elettrica, Imposte comunali sulla pubblicità e sulle affissioni, Imposte sul reddito delle società (Ires), Imposta sul reddito di impresa (Iri), Imposte sulle successioni e donazioni, Maggiorazione IRES Società di comodo, Nuova imposta sostitutiva rivalutazione beni aziendali, Prelievo erariale unico, Proventi dei Casinò, Imposta sostitutiva rivalutazione del Tfr, Ritenute sugli interessi e su altri redditi da capitale, Ritenuta sui compensi ai raccoglitori occasionali di tartufi, Ritenute sugli utili distribuiti dalle società (dividendi), Sovraimposta di confine su gas incondensabili, Sovraimposta di confine su gas metano, Sovraimposta di confine sugli spiriti, Sovraimposta di confine sui fiammiferi, Sovraimposta di confine sui sacchetti di plastica non biodegradabili, Sovraimposta di confine sulla birra, Sovrimposta di confine sugli oli minerali, Tassazione addizionale stock option settore finanziario, Tassa annuale sulla numerazione e bollatura di libri e registri contabili, Tassa di ancoraggio, Tassa emissione di anidride solforosa e di ossidi di azoto, Tassa erariale imbarco e sbarco merci trasportate per via aerea, Tasse ipotecarie, Tassa occupazione di spazi e aree pubbliche TOSAP, Tassa portuale sulle merci imbarcate e sbarcate nei porti dello Stato, Tassa regionale di abilitazione all’esercizio professionale, Tassa regionale per il diritto allo studio universitario, Tassa scolastica di iscrizione, Tassa scolastica di frequenza, Tassa scolastica per esami di idoneità, integrativi, di licenza, di qualifica, di maturità e di abilitazione, Tassa scolastica di rilascio dei relativi diplomi, Tassa smaltimento rifiuti (Tari), Tassa sulle concessioni regionali, Tributo per l’esercizio delle funzioni di tutela , protezione ed igiene dell’ambiente, Tributo per i servizi indivisibili (Tasi), Tributo speciale discarica (Ecotassa).

Peccato che vincano solo alcuni.

E peccato, soprattutto, che a nessuno venga mai in mente di rispettare le promesse elettorali.

Ai seggi elettorali

Pare che a Barricello Molvina, all’atto dello scrutinio, una scheda recasse un messaggio per il Movimento 5 Stelle: “Avete restituito tutto, mo prendetevi pure ‘sti 10 euro che ho trovato per terra”.

Pare che in un seggio di San Giuseppe Coprello un elettore sia stato vittima di una crisi d’indecisione così acuta da richiedere l’intervento dei sanitari. Ne avrà per 5 anni.

Pare che a Vorrito Caracciolo qualcuno abbia votato per la Monarchia.

Pare che a Vorrito Caracciolo ci fosse un candidata che di cognome faceva Monarchia. Ha preso pochissimi voti, ma più di quelli che immaginava.

Pare che uno volesse portarsi a casa la scheda, dopo aver votato. “Altrimenti che segreto è?”, pare abbia detto, giustificando la richiesta.

Nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede. Infatti una signora a Calmate Turpenze è entrata in cabina e ne è uscita immediatamente lamentando la presenza di un grosso occhio con un triangolo attorno. Quando sono andati a vedere, l’occhio non c’era, ma si è sentito un rumore di sgommata.

Pare che a Santoraccia il Sindaco abbia emesso un’ordinanza che vietava di votare con atteggiamento spocchioso. La valutazione dell’atteggiamento era a carico dei rappresentanti di lista.

Pare che a Bussanello nessuno sia andato a votare perché nessuno aveva capito che c’erano le elezioni. Infatti non c’erano.

Pare che ad Adrissona un uomo sia entrato nel seggio minacciando di votare il meno peggio e le urne di cartone abbiano sospirato.

A Giombi Scalo – pare – un giovane scrutatore ha sbagliato a mettere delle croci nei registri e ha fatto vincere il suo cane, che però ha rifiutato con sdegno l’incarico.

A Villa Candello uno ha chiesto altre due schede: una per la moglie e una per il figlio, che non avevano voglia di andare e avevano lasciato detto a lui.

A Sbuffo a uno che aveva completato la tessera elettorale hanno regalato un ombrello.

Uno ha dato la mano a tutto il seggio: presidente, vicepresidente, segretario e scrutatori. Poi se n’è andato senza votare.

Una ha chiesto chi doveva votare, gli hanno detto che non potevano dirglielo, e lei ha risposto “Se non lo sapete voi qui”.

Uno ha riportato una matita copiativa delle elezioni del ’94. Gli era rimasta in tasca.

Uno ha chiesto se doveva lasciare lì il telefono, gli hanno detto di sì, ha votato e se n’è andato, lasciando lì il telefono.

Uno è entrato al seggio e ha chiesto se aveva già votato.

Uno è entrato al seggio e ha chiesto se aveva già votato. Gli hanno detto di no, e allora lui “Ah, va bene”, e se n’è andato.

Uno alle 7.20 della mattina voleva sapere il dato dell’affluenza.

Uno voleva votare all’estero ma abitava solo in periferia.

Uno non aveva alcuna intenzione di recarsi ai seggi ma ce l’hanno portato a forza perché era il presidente.

Uno è entrato in cabina cantando Bandiera rossa ed è uscito cantando Bandiera gialla.

Uno è entrato in cabina ed è rimasto lì a lungo, convinto che dovessero fargli delle domande come nei quiz.

Uno non ha trovato il seggio, ha votato al bar. Gli hanno detto che vale comunque.

Qualcuno, su una scheda, ha spruzzato un po’ di profumo.

A Roma, in un seggio del centro, quando hanno aperto l’urna ci hanno trovato i resti di un’antica villa romana. Ora sono lì che aspettano la Soprintendenza.

Silenzio elettorale

Fosse per me, il giorno prima delle elezioni proclamerei il chiasso elettorale, invece del silenzio.

E durante questo chiasso elettorale, per 24 ore, i politici possono parlare e straparlare, dirne di cotte e di crude, proclamare e inneggiare, aizzare, mentire o dire il vero, gridare, risvegliare, smuovere, giurare e promettere, possono cantare a squarciagola inni e sigle, urlare motti e slogan, sussurrare favori, promettere a gran voce l’inverosimile, litigare con gli avversari, insultarli, deprecarli, ammonirli e sbugiardarli. Possono far battute, proclami e reclami, ammissioni di fede e di colpa, scongiuri. Possono pregare, bestemmiare, maledire e benedire. Oppure dimostrare, provare, render noto, chiarire, precisare, dettagliare, arzigogolare. Possono usare qualsiasi tono, qualsiasi volume, ogni lingua e parola, qualsiasi suono fisiologicamente producibile, che esca dalla bocca, dal naso, dalle orecchie, dal culo, che sia un battere di mani o di pugni o di piedi pestati a terra. Fischi, ululati, grugniti, sospiri, sbuffi, denti digrignati e scrocchiar d’ossi. Tutto. Possono tutto, quel giorno lì.

Poi zitti, per tutto il resto del tempo. Almeno fino alle prossime elezioni.

Astensionismo preventivo

Sono vent’anni che voto.

La prima volta che andai alle urne fu alle politiche del 1994. Quelle della discesa in campo di Silvio Berlusconi. Quelle dell’ascesa, di Silvio Berlusconi.

Avrei fatto bene a ritirarmi subito, probabilmente, come elettore. Bastava vedere i risultati. Invece no, ho insistito.

Adesso, dopo vent’anni, vent’anni a forma di baratro, politicamente parlando, mi rendo conto che magari è stata colpa mia. Tutto quell’accanimento nell’andare a votare, nonostante la situazione peggiorasse ogni volta, è stato un atto di enorme irresponsabilità.

Si dice spesso: non è colpa dei politici, ma dei cittadini che li votano.

Infatti, io, questo giro, ho deciso che mi prendo una pausa. Questa tornata di europee e amministrative la lascio a voi.

Mi raccomando, votate responsabilmente.

Se poi le cose migliorano, vuol dire che era proprio colpa mia. E dovevo smettere nel 1994.

Autodeterminator

 

UcrainaHo letto che in Ucraina, tra i candidati forti delle prossime elezioni del 25 maggio, ci sono: il magnate dei media Pyotr Poroshenko, l’ex campione di boxe Vitali Klitchko e il leader nazionalista Oleg Tyagnibok.

Che magari son bravissimi eh.

 

 

 

 

La lotteria delle primarie

La sensazione, secondo me, quando uno esce dal seggio delle primarie, è un po’ quella di quando si esce dal tabaccaio, dopo aver giocato al Superenalotto.

Hai compilato la scheda, gli hai lasciato un paio d’euro, e speri in una svolta. Lo sai bene che non sarai tu, a svoltare, ma quello che farà 6, il nuovo segretario. Però magari qualche premio minore, anche fosse un 3, va bene, giusto la soddisfazione. Invece poi, alla fine, manco quella.

Ah, magari è il caso di scrivere “Vota responsabilmente”, ai seggi. Sia mai che uno ci prende gusto.

L’inutilità delle primarie

Io, questa mania che ultimamente ha la politica di consultare i cittadini quando c’è da fare delle scelte che potrebbe benissimo fare da sé, salvo poi far finta che non esistiamo quando c’è davvero da prendere decisioni importanti, mi pare una mezza presa in giro.

Prendiamo le primarie. Prendiamole del Partito Democratico, per comodità, già che ci siamo. Tu, PD, mi fai scegliere quale sarà il candidato alle prossime elezioni. Ok.

Facciamo pure finta che tutti quei gran discorsi Basta alla personalizzazione della politica! Bisogna ritornare ai programmi! Alle idee!, non siano mai esistiti, sennò diventa tutto più complicato.

Ci sono tre tipi di persone che possono recarsi a votare alle primarie: l’elettore più o meno fisso del PD, l’elettore più o meno fisso del centrodestra, l’indeciso.

L’elettore più o meno fisso del PD voterà il suo candidato preferito. Se quello vince, bene. Se quello non vince, peccato. Alle elezioni voterà comunque PD, con buona certezza.

L’elettore più o meno fisso del centrodestra scriverà sulla scheda cose tipo Comunisti!, Evviva Berlusconi! Andate a lavorare! o disegnerà delle oscenità. Poi voterà centrodestra, con altrettanta buona certezza.

Il vero gioco, quindi, lo fanno gli indecisi. Le primarie sono per loro.

L’indeciso voterà il suo candidato preferito. Se quello vince, voterà PD. Se quello perde, no. Solo che qui non c’è alcuna buona certezza. L’indeciso, infatti, resta tale indipendentemente dal risultato, sennò che indeciso è? L’indeciso è uno che anche se gli piace il candidato del PD, e l’ha pure votato, magari all’ultimo momento ci ripensa, e alle elezioni non lo vota. Oppure non l’ha votato alle primarie, ha votato un altro, e alle elezioni gli dà il voto, così, perché è indeciso, e se lo può permettere.

Quindi, visto che le primarie sono fatte per convincere gli indecisi, tanto vale non farle, perché sono uno sforzo inutile.

Vi ho convinto?