Un esperimento pericolosissimo

A dicembre, ormai lo sapete, è uscito Eccì, il mio secondo libro.

Per la precisione si tratta di un e-book, un libro elettronico. È fatto cioè unicamente di elettroni. Ed è leggibile solo con certi apparecchi – tipo i kindle, i tablet, gli smartphone – che sanno gestire a dovere queste particelle. Chi non ha uno di questi apparecchi, oltre a vivere nella preistoria, non può leggere Eccì.

Allora adesso, insieme all’editore, abbiamo deciso di fare gli scienziati pazzi, e tentare un esperimento che non si era mai visto prima. Un esperimento che se lo dici a quelli del CERN ti guardano come se guardassero Paolo Fox.

Abbiamo deciso di aggiungere a Eccì i protoni e i neutroni.

Lo so, è una follia, però per il progresso questo e altro.

Non vi sto a dire la procedura perché si tratta di roba tecnica. (c’è da creare un p-book – protonic-book – e un n-book – neutronic-book – e poi unirli all’e-book di Eccì)

Comunque, se non saltiamo in aria nel frattempo, fra un paio di settimane dovremmo essere in grado di produrre Eccì con elettroni, neutroni e protoni tutti insieme. Atomi, in breve.

Cartaceo, in pratica.

Contiene uno spoiler di Star Wars (e una pubblicità)

Solo per dirvi che sono stato a vedere Il risveglio della Forza, mercoledì. E a un certo punto c’è una scena in cui Kylo Ren, il cattivo della situazione (uno del Lato oscuro, per intenderci), si toglie la maschera. Cioè, fin lì aveva sempre avuto una maschera a coprirgli il volto, un po’ come fosse il nuovo Darth Vader. Poi però, in quella scena, succede che gli chiedono di togliersela, più o meno, e tu sei lì che pensi “sì, adesso basta chiederglielo e lui se la toglie, certo. Ma figurati”, e invece lui cosa fa? Prende e se la toglie. E tu sei già sbalordito da questa cosa, perché Darth Vader c’hai messo tre interi film per vedergli la faccia giusto per qualche istante, a un passo dalla fine, e Kylo Ren invece tac!, se la toglie a richiesta, immediatamente, e già hai un vortice di sensazioni inaspettate che ti assale, quando lui prende la maschera, se la stacca dal volto, la camera stringe in primo piano e pensi: oh cazzo, Roger Waters!

Poi non è mica lui, è un altro. Molto più giovane oltretutto. Però la faccia è quella, lunga con quel naso quantomeno importante, e un paio di secondi di straniamento ci stanno tutti.

A proposito di nasi importanti: mercoledì, oltre a Star Wars, è uscito anche Eccì, che non è un film (non ancora almeno), ma un libro.

Salute!

Eccì

Giuro che non mi era passato nemmeno per l’anticamera del cervello.

(l’anticamera del cervello me la immagino come la sala d’attesa di un medico, affollata però di persone tutte un po’ montate male, fatte di mattoncini Lego, coi pezzi giusti solo messi al posto sbagliato, che sarebbero i pensieri ancora non formati a dovere, in attesa di entrare nel cervello e farsi sistemare, e diventare così pensieri ben definiti)

Quando ho intitolato questo libro Eccì, non ci ho proprio pensato. Cioè, sapevo fin dall’inizio che dovevo intitolarlo così. Per forza, visto che i veri protagonisti erano degli starnuti. Però non avrei mai immaginato che poi, quando mi sarei trovato di fronte a qualcuno interessato, le cose sarebbero andate più o meno in questo modo:

– E così hai scritto un altro libro.
– Eh già.
– Come s’intitola?
– Eccì.
– Salute!

Così adesso mi è preso un dubbio: quando dico che s’intitola Eccì, il mio libro, dovrò mica mettermi la mano davanti alla bocca?

Comunque, a parte questo – che, mi rendo conto, è un problema mio – se volete leggerlo, lo trovate qui.