Un esperimento pericolosissimo

A dicembre, ormai lo sapete, è uscito Eccì, il mio secondo libro.

Per la precisione si tratta di un e-book, un libro elettronico. È fatto cioè unicamente di elettroni. Ed è leggibile solo con certi apparecchi – tipo i kindle, i tablet, gli smartphone – che sanno gestire a dovere queste particelle. Chi non ha uno di questi apparecchi, oltre a vivere nella preistoria, non può leggere Eccì.

Allora adesso, insieme all’editore, abbiamo deciso di fare gli scienziati pazzi, e tentare un esperimento che non si era mai visto prima. Un esperimento che se lo dici a quelli del CERN ti guardano come se guardassero Paolo Fox.

Abbiamo deciso di aggiungere a Eccì i protoni e i neutroni.

Lo so, è una follia, però per il progresso questo e altro.

Non vi sto a dire la procedura perché si tratta di roba tecnica. (c’è da creare un p-book – protonic-book – e un n-book – neutronic-book – e poi unirli all’e-book di Eccì)

Comunque, se non saltiamo in aria nel frattempo, fra un paio di settimane dovremmo essere in grado di produrre Eccì con elettroni, neutroni e protoni tutti insieme. Atomi, in breve.

Cartaceo, in pratica.

Scienziaggini for dummies

– Ho visto che hai scritto un libro.
– Ah, sì.
– Ce l’hanno alla Mondadori del centro commerciale?
– Ehm, no… è un e-book.
– E all’edicola in piazza?
– …

È così che va, più o meno. Tu non te ne capaciti. Sei convinto che tutti sappiano cos’è un e-book, un libro elettronico. Che non possano ignorarlo. Mentre loro invece non si fanno una ragione del fatto che non sai cos’è la difesa a zona. Statisticamente però sono circa l’80-90% del Paese, loro. Quindi lo strano sei tu. E tocca a te spiegare come funziona, l’e-book. Non puoi dire “ma dai, lo sanno tutti!”, e fare l’espressione spocchiosa dello scrittore vincitore del Nobel per la Medicina.

– Sono stato in libreria, il tuo libro non ce l’hanno.
– Ah, no, è un e-book.
– Un cosa?
– Un libro digitale.
– …
– Non è di carta.
– …
– È tipo un file per il computer…
– Ah no, allora niente, io con questi aggeggi, guarda, non ci capisco, mio figlio sta sempre lì davanti, ma io proprio no. Scusa eh.

Lasciamo da parte i lettori di e-book, nel senso del Kindle, del Kobo, del Nook e di tutte le altre parole che contengono una k e sono un marchio registrato. Sebbene Amazon con la sua potenza abbia sfondato la diga della lettura digitale anche in Italia, i possessori di appositi reader sono una frazione molto limitata della popolazione.
Se però prendiamo il terzetto smartphone, tablet e pc vi sfido a trovare qualcuno nella fascia d’età 2-50 che non possegga almeno uno di questi oggetti. E se si possiede uno di questi oggetti (ecco infine la rivelazione!) allora si può leggere Scienziaggini.

– Un libro sul tablet? Sul telefono? Non so mica se riuscirei a leggerlo, mi sa che affatica gli occhi.
– E Facebook allora?
– Che c’entra? quello è per farmi i cazzi degli altri.

Davvero, amici tecnolesi, non è difficile: comprate il file su una delle tante librerie online, lo scaricate dove più vi aggrada, lo aprite e lo leggete. L’intoppo più grave che può capitarvi? Dover scaricare una app per leggere gli e-book. Ma se ci siete riusciti con WhatsApp, potete farcela.

Poi, ovviamente, ci sono anche persone che ne sanno, di queste robe.

– Ehi, ho visto che è uscito il tuo e-book!
– Sì, l’hai preso?
– No, aspetto che esce piratato.

E anche quelle che ne sanno troppo.

– Ho comprato Scienziaggini eh.
– Uh, davvero? Ti è piaciuto?
– Non l’ho ancora letto. Però intanto gli ho solo rimosso i DRM e l’ho condiviso sui torrent e su eMule.
– …

Fermi, è uscito Scienziaggini!

copertina Scienziaggini

Egr. Dott. Enrico Fermi,

sì, lo so che è morto da più di sessant’anni, oggi però è una giornata talmente speciale, e ho così bisogno di un testimonial d’eccezione, che il fatto che Lei sia da tempo scomparso (a proposito, notizie di Majorana?) non mi preoccupa più di tanto.

Oggi, infatti, Dottor Fermi, esce il mio primo libro (nel senso: il primo libro pubblicato da un vero editore; e anche il primo in cui c’è proprio il mio nome in copertina, non un nome collettivo. Scusi la pignoleria, so che ci tiene).

Questo mio primo libro s’intitola Scienziaggini. Già questo dovrebbe farle intuire perché mi sono rivolto a Lei. Se avessi scritto un poemetto pastorale sarei andato certamente a bussare a un’altra bara porta, Scienziaggini però parla di scienza (anche se in modo un po’ particolare), e come testimonial postumo Lei mi è sembrato subito perfetto.

Anche perché non si tratta di un libro cartaceo, ma di un e-book, un libro elettronico, e Lei, che per tutta la vita ha avuto a che fare con la materia atomica e subatomica, non può che trovarsi a suo agio pubblicizzandolo.

Per quanto riguarda gli argomenti, c’è dentro parecchia fisica, ma ci sono anche altre scienze importanti, e anche la tecnologia. Di matematica non ce ne ho messa tantissima: credo sia giusto così, visto che la collana si chiama Altramatematica. Si fosse chiamata Questamatematica o Propriomatematica, ne avrei messa di più.

Il tono e il modo, Dottor Fermi, bisogna che l’avverta, non sono proprio seri. Anzi, sarò completamente sincero con Lei, è tutto uno scherzare sulla scienza e prenderla in giro, a varie scale: dalla microbattuta fino al tutorial per costruire la versione base base della macchina del tempo. Sono certo che un premio Nobel come Lei abbia un gran senso dell’umorismo, quindi apprezzerà.

Comunque, per darle un’idea di Scienziaggini, le metto qui l’Introduzione:

Viviamo in un’epoca davvero confusa se il sottoscritto, che fu rimandato in matematica al liceo scientifico per due anni consecutivi, si ritrova a pubblicare un libro proprio in una collana di matematica.
Ora che ho fatto scappare metà dei lettori sarà il caso di spiegare meglio la situazione: mi ritrovo pubblicato in una collana di matematica, pur essendo un asino della materia, perché questo libro non ha niente a che fare con la matematica.
A questo punto, ipotizzando che la fuga dei lettori segua una progressione geometrica, dovrebbe essercene ancora 1/4 che insiste su queste righe.
Sarà quindi opportuno specificare che questo volume, sebbene non riguardi la matematica, ha come argomento la scienza. Si parlerà infatti di fisica, chimica, biologia, cosmologia e informatica. E non posso escludere che vi siano trattate anche altre discipline, per esempio il cake design.
A quell’1/8 di lettori coraggiosi rimasti sento di dover inoltre confessare che non sono un grande esperto nemmeno delle aree di studio menzionate. Tutt’al più posso definirmi un appassionato, o ancora meglio un fan.
Ridotti ormai a 1/16, meritate di sapere anche che nelle pagine successive le varie scienze verranno prese in giro a suon di battute, paradossi e surrealismi.
Altra precisazione importante, a voi 1/32: la sequenza degli argomenti è priva della benché minima coerenza. La successione dei capitoli è stata infatti decisa da un generatore di numeri pseudo-casuali.
Giunti a 1/64 ormai non dovreste più temere niente, ma nel dubbio mi fermerò qui. Non vorrei perdere troppi lettori.

Insomma, Dottor Fermi, mi dia una mano con questo Scienziaggini. Dica a tutti quelli che conosce che possono andare qui o qui o in qualsiasi altro posto dove vendono questi elettroni ben distribuiti e comprarlo. Dica in giro che è bello, che Lei si è divertito così tanto a leggerlo che non può che consigliarlo.

E se proprio non se la sente fa lo stesso. Resterò comunque un suo grande ammiratore.

 

ps: Dottor Fermi, vorrei rassicurarla: com’è scritto anche sulla copertina, nessun elettrone è stato maltrattato per realizzare questo e-book.

Ho scritto T1 AM0 sul silicio

Microracconti digitali - copertinaOggi, 10.01, alle 10.10, è uscito il mio primo e-book. S’intitola “Microracconti digitali”, con lo zero al posto delle o e l’uno al posto delle i, che lì per lì sembra una cosa da bimbominkia, ma non lo è.

Non lo è perché (quasi) tutto il libro è fatto di zero e uno. E nonostante ciò, nella sua sconclusionaggine, prova a raccontare delle storie, dei momenti, dei personaggi. Se non ci riesce con voi, datelo al vostro pc, o alla calcolatrice. Potrebbero apprezzare.

Devo ringraziare Marco Manicardi, il Many, che mi ha spronato a riunire quei microracconti usciti sul mio vecchio blog, e farne un e-book, che ha poi avuto il coraggio di pubblicare nella sua collana editoriale inesistente, la Barabba Elettrolibri.

Come ha scritto il Many, coniando probabilmente la miglior definizione per questo e-book:

Se ci fosse una fascetta come per i libri di carta, direbbe una cosa del tipo: «Finora, il libro più di nicchia della Storia.»

Se ve la sentite, o il vostro computer insiste, scaricatelo gratuitamente nel formato che più vi aggrada: epub, mobi, pdf. E buona lettura.

L’odore degli elettroni

Fino a qualche anno fa, nel campo della lettura, come anche in quello della gastronomia, sembrava non ci fosse più niente da inventare. Poi però sono arrivati gli e-book. E Masterchef.

I libri elettronici sono semplicemente dei libri che, ispirati dalla rivoluzione non violenta nel campo della fotografia, si sono liberati di protoni e neutroni, conferendo agli elettroni il potere. In buona sostanza si sono affrancati dalla carta.

Questo rompere le catene della schiavitù cartacea ha destato parecchio scalpore e anche una lunga serie di polemiche da parte di coloro che, probabilmente per abitudine (si fa quasi tutto per abitudine, diceva Hume, più o meno), avevano dimenticato che quel mucchio di fogli rilegati non è il libro in sé, ma è un supporto, un contenitore, probabilmente il migliore, visto che siamo umani (fossimo gatti, il miglior libro sarebbe quello scritto sul filo di un gomitolo di lana), ma di certo non l’unico.

Il libro vero e proprio è ciò che racconta, indipendentemente dal fatto che sia contenuto su un papiro, su un cd letto da una voce più o meno famosa, o dentro una persona, come alla fine di Fahrenheit 451 (l’uomo-libro è un supporto parecchio scomodo e costoso, però, quando iniziate ad avere un numero di libri importante, e tutti fanno almeno due pasti al giorno).

Fatto sta che l’e-book è un contenitore che, come gli altri, ha i suoi vantaggi e svantaggi. Se fossimo alle superiori il giorno del compito in classe d’italiano, il vantaggio sarebbero quei 3 o 4 chili di dizionario in meno sul groppone. Per dirne una. Se fossimo accaniti lettori dei romanzieri russi dell’800, stessa cosa. E pure il fantasy non scherza (vi siete mai chiesti perché per descrivere un mondo fantasy sembrano servire più parole che per descrivere la realtà?).

Ora però, tornando all’abitudine, i puristi del libro cartaceo, quelli dell’odore della carta, sinceramente, li capisco. Hanno frequentato così a lungo le classiche pagine di cellulosa che, al di là delle comodità intrinseche del libro-contenitore, gli è scattato anche una sorta di feticismo, se non una mania. Così, quando si ritrovano un Kindle in mano, o quel che è, iniziano a sbuffare come mantici, sono preda di tremori e sudori freddi, e alla fine lo lanciano via come fosse un ferro rovente. Brutta scena da vedersi.

Così, per aiutarli, non dico mica ad abbandonare i libri di carta, sia mai, non lo farei nemmeno io, ma quantomeno a iniziare a maneggiare i libri elettronici senza traumi, piano piano, in modo da saperne cogliere certi vantaggi, e superare l’ostacolo mentale del contenitore privilegiato della narrazione, credo potrebbe essere utile aggiungere un dettaglio tipico dei libri di carta agli e-book. Sarei perciò molto grato, se qualcuno che ne sappia di queste cose, si mettesse giù per inventare la polvere elettronica. Grazie.

Pensate al futuro (cit)

Ci sono quelli che quando gli dici che stai leggendo, che so, Dick o Asimov, o che lì davanti al cinema stai aspettando di vedere, che so, Elysium, e che insomma ti piace la fantascienza, ti senti rispondere cose tipo “No, io ‘ste cazzate… “. Poi magari loro ti dicono che gli piace Dan Brown e stanno andando a vedere l’ultimo grido in fatto di commedie romantiche. E tu pensi che, se la realtà non subisce tracolli, è più probabile che si avveri un mondo di astronavi e alieni che quello di Dan Brown. Figuriamoci le commedie romantiche.

Tutto questo per dire che è uscito, per i tipi elettronici delle Barabba Edizioni, “L'(n+1)esimo libro della fantascienza”, un e-book di ragguardevoli dimensioni pieno di racconti, qualche disegno e qualche poesia, ovviamente a tema fantascientifico. Gratis. Lo trovate qui.

Lunga vita e prosperità.