Il mio critico peggiore

Ora, non che mi ricordi i dettagli, però è successo che stanotte mi sono svegliato con un’immagine in testa, che era l’ultima di un sogno, che quindi finiva così, il resto non lo ricordo, con quell’immagine, e l’immagine era un foglietto di carta, strappato via da un foglio più grande, senza tanto criterio o precisione, su cui era scritto qualcosa di simile a Forse è il caso che lasci perdere questa cosa dello scrivere.

Pensavo che almeno il mio subconscio tifasse per me. Invece niente.

 

Il film pasquale

Stavo pensando che la Pasqua, dal nostro punto di vista, è anche, e forse soprattutto, la rievocazione di una serie di eventi molto lontani nel tempo, una narrazione che spesso viene messa in forma di rappresentazione. Insomma una specie di spettacolo teatrale, o di film.

Ed è strano, di questi tempi, che un evento di tale portata non abbia un trailer che gira da un paio di mesi in TV, dove una profonda voce fuori campo dice cose tipo “dal produttore e regista del Natale” o “più di duemila anni di repliche!”, e che la settimana prossima, sui giornali, non ci sia qualche critico che commenti sprezzante “è sempre la solita solfa”. Pur essendo tutti gli altri di parere opposto.

È strano davvero.