Un witz (8ª edizione)

Come ormai ogni anno, anche oggi per il giorno della memoria pubblico qui un witz, una storiella ebraica. Quella che segue è tratta dal libro di Leo Rosten, Oy oy oy! – Umorismo e sapienza nel mondo perduto dello yìddish, alla voce “Cholìllah / Chalìlah”, che significa “Dio non voglia”, “lungi da noi” (ma che viene usata anche come espressione scaramantica nel caso opposto, e cioè per manifestare incredula meraviglia di fronte a un’eventualità da sogno, ex: “Se, cholìllah, diventassi miliardario!”).

Due ebrei decidono di uccidere Hitler. Comprano una pistola ciascuno e vanno a nascondersi dietro la porta di un palazzo dove il Führer è atteso. Passa un’ora, ne passano due, e non arriva nessuno. Gli ebrei sono quanto mai inquieti e agitati. Alla fine uno dei due si volta verso l’altro e sussurra: «Speriamo che non gli sia successo niente, cholìllah…».

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Di Mix

Grouchomarxista praticante.

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