La letterina che non mi ha scritto il Presidente del Consiglio

(non ricevo e volentieri pubblico)

Caro Cristiano,

lo so, non mi hai scritto alcuna lettera. Forse non l’hai fatto per ritrosia, forse perché non sai bene come raggiungermi, se tramite la mia pagina Facebook, tramite quella della Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso i siti istituzionali, con Twitter, TikTok o Tinder (ma lì non mi chiamo Giuseppe Conte Presidente del Consiglio dei Ministri, sono GiuseppeContePCM). Nonostante ciò, ho deciso di risponderti.

Ti scrivo per farti sentire la mia vicinanza in questi momenti di grave difficoltà, tua come anche di tutto il Paese, e soprattutto perché Casalino insiste fino allo sfinimento che sembro un vuoto burocrate capitato lì per chissà quale accidente della storia che si ritrova a fare scelte importantissime per l’Italia senza nemmeno l’ombra di un’anima politica (ma sa anche essere duro, quando ce n’è bisogno) e che se ogni tanto mostro dell’umanità, pure artificiale e architettata, male non può fare. E quindi ecco questa mia.
(rileggendo mi accorgo di quel “mostro dell’umanità”: mi pare una bellissima definizione di ciò che potrei essere)

Sono tempi duri, caro Cristiano, e immagino che pure tu non te la stia passando bene. Le incognite per il futuro sono tante. Il lavoro (pure tu però, non potevi trovartene uno vero? Scrivere cose per far ridere? Di questi tempi poi? Ma anche in altri tempi, insomma… ), la vita sociale (davvero ne facevi?), la salute, gli affetti: questa pandemia ha messo in discussione tutto.

Prendiamo me, non per egocentrismo ma perché sono la persona che mi conosce meglio: sono finito a Palazzo Chigi quasi per caso e adesso mi ritrovo a gestire la più difficile crisi nazionale dai tempi della guerra. Non sono forse la cosa più vicina al protagonista di uno di quei film, spesso americani, in cui un emerito sconosciuto finisce per salvare il mondo? È questo, il mio viaggio dell’eroe? Se dai un’occhiata ai diagrammi derivati dal Vogler non puoi avere dubbi: sono proprio io. Ogni ondata della pandemia è una soglia? La prova suprema (una mozione di sfiducia?) è ancora da compiere o l’ho già superata? L’elisir è forse il vaccino? Domanda difficili, almeno finché il viaggio è in corso.

Ma una domanda necessita una risposta, caro Cristiano: in questo viaggio dell’eroe che mi vede protagonista, tu che ruolo vuoi avere? Vuoi essere l’antagonista, probabilmente vestendo gli abiti di un leader negazionista che mi ostacola diffondendo fake news e aizzando le folle al non rispetto delle norme anti Covid? O vuoi essere un guardiano della soglia, duro ma benevolo, che intende mettere alla prova i cavilli di ogni DPCM per assicurarsi che davvero posso diventare il campione di questa terra martoriata? Oppure vuoi essere la spalla divertente, un po’ giullare un po’ amicone, goffo ma dal cuore d’oro, che spezza la tensione nei momenti difficili e trova persino la soluzione geniale quando nessuno se l’aspetta?

A questa domanda, caro Cristiano, devi rispondere tu. Fai in fretta, perché lo storytelling attende. E con esso l’Italia.

Un caro saluto dal tuo campione, nonché Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana,

G.

ps. il ruolo di mentore se l’è già preso Casalino, non potevo dirgli di no.

 

 

 

 

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