Il giorno in cui “morì” Billy Pilgrim

Di recente ho riletto un libro di Kurt Vonnegut intitolato Mattatoio n. 5 (o La crociata dei bambini).

La mia vita, e non solo in senso letterario, si divide in a.V. e d.V. Avanti (la scoperta di) Vonnegut e dopo (la scoperta di) Vonnegut.

Rileggendolo, tra i non pochi dettagli che ho scoperto e riscoperto c’è anche quello contenuto in queste parole:

Io, Billy Pilgrim, comincia il nastro, morirò, sono morto e sempre morirò il tredici febbraio 1976.

Billy Pilgrim, che viaggia avanti e indietro nel tempo lungo tutto il cerchio della sua vita, è stato testimone del bombardamento di Dresda (come anche Vonnegut), è stato rapito dagli alieni di Tralfamadore e sa – perché glielo hanno spiegato i tralfamadoriani – che il tempo non è una linea ma un cerchio e morire non è poi questo gran problema perché da qualche parte nel tempo siamo sempre e comunque vivi e vegeti -, be’, Billy Pilgrim è morto il giorno prima che nascessi io.

Così va la vita.

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