Carta irriciclabile

Non compro spesso quotidiani in edicola, e ancora meno spesso in ferramenta, dove vi sconsiglio di recarvi se cercate appunto quotidiani ma anche magazine, riviste e giornali. Non ce li hanno proprio, inutile insistere. E anche quelle viti particolari che vi servono, quasi sempre “arrivano domani”. Oggi però, sull’onda della necessità e della voglia di uscire di casa per testimoniare su Facebook qualche assembramento o qualche condotta poco consona alla fase 2, sono andato in edicola.

Arrivato al classico chiosco, mi sono messo in coda rispettando sia la distanza sociale sia quella emotiva, e quindi non ho avviato relazioni sentimentali con nessuna delle tre persone che mi precedevano. Quand’è arrivato il mio turno, sempre tenendomi a debita distanza dall’edicolante, e quindi urlando, ho chiesto Tette sfrontate, Orgasmi compulsivi, Sorrisi e Cazzoni e Limes, solo per nasconderci dentro (questo invece chiesto a bassa voce) Libero, quotidiano vicino a Lord Voldemort.

Non avendo mai comprato Libero prima d’ora, solo oggi ho scoperto che:

  1. non si tratta della stampa della homepage del sito Libero.it;
  2. il sottotitolo di Libero non è “di pubblicare qualunque cazzata ci passi per la testa”;
  3. che non solo i titoli in prima pagina hanno toni violenti, ma proprio il quotidiano in sé ringhia, abbaia, sbava e va portato fuori almeno tre volte al giorno sennò vi piscia in casa.

Questa sua anima feroce ha causato anche momenti di tensione quando, tornando a casa, sono passato davanti a un ristorante africano e Libero ha cercato in tutti i modi di mandarne in frantumi la vetrina. Per fortuna che Limes sa il fatto suo.

Una volta a casa, ho provato a leggerne qualche pagina, ma mi sono dovuto arrendere perché non ho grande dimestichezza con la lingua di Mordor. L’intervista all’Occhio di Sauron però prometteva bene.

A quel punto, ritrovandomi con un quotidiano nuovo che non avrei mai letto, ho pensato di riciclare Libero per altri utilizzi, ma non è andata bene. Con la prima pagina del giornale ho fatto la classica barchetta di carta, solo che appena l’ho messa in acqua nella vasca ha attaccato, speronato e affondato due paperelle. Con un’altra pagina ho fatto il tipico cappello da muratore, ma invece di ritinteggiare la cucina ho costruito un muro anti-immigrati in salotto. Un’altra pagina l’ho usata con  l’alcol per pulire lo specchio del bagno, ma mi è rimasto un alone che recita “benvenuto nel sovranismo”.

Alla fine ho rinunciato e ho usato Libero come fondo per la gabbia dei miei pappagallini.

Ed è così che mi sono beccato una denuncia dalla LIPU.

 

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