Chiamateli matrimoni

Davvero qualcuno pensa che dirò cose tipo “Domenica prossima ho un’unione civile e non ho trovato ancora niente da mettermi”? Davvero qualcuno crede che mi arriveranno messaggi su WhatsApp con scritto “Venerdì sera alle 21.30 da noi per vedere le foto dell’unione civile e del viaggio più o meno di nozze”? Davvero c’è chi immagina dialoghi che iniziano con “Hai saputo chi si unisce civilmente?” o “Proprio belle le bomboniere di Carlo e Roberto”? Voi fate come vi pare, ovviamente. Io però li chiamerò matrimoni, senza aggiungere asterischi o postille. Anche se la norma non mi dà ragione. Perché credo che le parole costruiscano la realtà molto più rapidamente delle leggi. E queste ultime, a un certo punto, non possono che adeguarsi.

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