Il capannello d’allarme

A 4 anni disegnavo già come un bambino di 6-7. Tutti rimanevano stupiti.
A 7 anni disegnavo come un bambino di 7 anni. Non si stupiva più nessuno.
Adesso disegno come un bambino di 7 anni, e sono tornati tutti a stupirsi.

Insomma non so disegnare.

Di solito non me ne preoccupo, è pieno di cose che non so fare, però ogni tanto mi dispiace, soprattutto quando una battuta, invece che a parole, mi viene in mente in forma grafica: un disegno, una vignetta, una striscia.

Qualche volta cerco un’anima buona e capace che la disegni. Altre volte sgrido il bambino di 7 anni che è in me e lascio perdere.

Ultimamente ho in mente un’immagine. Si potrebbe renderla bene con una striscia di vignette, ma per questa volta non andrò a importunare nessuno e cercherò di cavarmela con le parole.

C’è un capannello di gente, di qualche decina di persone, piuttosto compatto. Sono come alla fermata dell’autobus, però l’autobus non c’entra, quindi niente, dimenticatelo. Alla loro destra c’è un cartello con una freccia che punta a destra e indica “CENTRO”. Nella prima vignetta se ne stanno tutti insieme, fermi.

Nella seconda invece si vede che tutti, all’unisono, fanno dei passettini verso destra, avvicinandosi al cartello, ma ancora ben distanti. Sono tutti seri, coordinati, nessuno dice niente.

Nella terza vignetta di nuovo fermi. Immobili.

Nella quarta ecco di nuovi i passettini coordinati. Si avvicinano ancora al cartello. Questa volta però si vede uno del gruppo che resta appena un po’ staccato, sulla sinistra, con lo sguardo stupito. Si capisce che non si è mosso insieme a tutti gli altri.

Nella quinta di nuovo i passettini coordinati. Sono sempre più vicini al cartello. Il primo tizio tagliato fuori rimane del tutto staccato dal gruppo, e anche un altro, che non ha seguito tutti gli altri, rimane anche lui appena fuori dal capannello. I due si guardano sorpresi.

Nella sesta altri passettini. Cartello ancora più vicino. Il primo tizio ormai è lontano dal gruppo, e anche l’altro è ben staccato.

Nella settima il gruppo si muove ancora e arriva sotto il cartello “CENTRO”. I due tizi guardano gli altri quasi preoccupati, ma quelli non fanno una piega.

Nell’ottava i due tizi staccati prendono e se ne vanno per i fatti loro.

Nell’ultima vignetta c’è solo il capannello che fa altri passettini, superando il cartello. Si nota, sulla sinistra, un altro tizio perdere contatto col gruppo.

Ecco, ultimamente è così che immagino il PD.

 

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