Discorso alla nazione del Presidente Virgulto Cannabini, detto il Magnifico

Amiche e amici,
Compagne e compagni,
Camerate, camerati, camerette,
LGBTE e LGBTI,
hipster e catarri,
se sono qui, oggi, davanti a voi, il mio popolo, e voi siete qui, oggi, davanti a me, il vostro capo supremo, e potete sentire la mia voce, è perché ho un microfono collegato tramite un cavo a un amplificatore di segnale da cui fuoriescono altri cavi che permettono di trasmettere tale segnale fino agli altoparlanti che potete vedere qui alla mia sinistra e qui alla mia destra, che poi sono la vostra destra e la vostra sinistra, per dire la politica, ma soprattutto, cari compaesani, perché il suono è niente più che una vibrazione dell’aria che può essere percepita dal vostro apparato uditivo e poi codificata dal vostro cervello affinché abbia un significato intelligibile.
Bando alla ciance! Proprio così. Ho appena firmato un decreto d’urgenza che mette al bando le ciance. Così come l’anno scorso firmai un decreto d’urgenza che metteva al bando le bande, e il paese fu colto alla sprovvista, perché il testo ufficiale conteneva un tragico refuso e furono messi al bando i bandi, e molti lessero il decreto come fosse un bando che metteva al bando i bandi, e infatti molti rimasero feriti nell’esplosione del bando, e di molti altri bandi sparsi in tutto il paese, e qualcuno disse che era troppo largo, il bando, e non si riusciva a scaricarlo da internet, nemmeno con la banda larga, e scoprimmo tutti con stupore che il bando largo e la banda larga non sono moglie e marito, perché si odiano, e forse infatti sono ex.
Bando alle ciance, dicevo. Dalla mezzanotte di oggi tutte le ciance diverranno illegali, sia nell’uso che nel possesso che nella produzione che nella vendita che nella promozione che nell’importazione che nell’esportazione che nella balneazione. Chiunque sarà trovato in possesso di ciance, di qualsiasi forma, colore, odore e sistema operativo, verrà la prima volta sanzionato con un multa da 5 a 50 ore di discorsi seri e ponderati. La seconda volta con un’ulteriore sanzione, fino a un monte ore di 2500-3000 metri di parole spazi compresi. La terza e ultima volta, chi sarà colto in fragranza o puzza di marcio, sarà deodorato a lungo per alcuni microsecondi e sarà condannato ad ascoltare per non meno di tre ore al giorno per due legislature le relazioni tecniche e di bilancio delle commissioni del Ministero delle infrastrutture, mentre verrà sottoposto alla visione forzata di tutte le scene di recitazione intensa di Dwayne “The Rock” Johnson. Lo so, l’Organizzazione mondiale della sanità ha stabilito che Dwayne Johnson è cancerogeno, ma in questo paese i crimini si pagano, e se si pagano bene poi si ha diritto all’assistenza gratuita 24 ore su 24, e se vi ritrovate a rapinare una banca senza il palo, potete fare legittima richiesta presso l’apposito sportello, se la banca ha 5 porte e non è Volkswagen.
Bando alle ciance, quindi, mio popolo adulatore, bando alle ciance qualsiasi cosa siano, perché il decreto non lo specifica con grande dettaglio, e io, democratico della prima ora che alla terza si era già stufato di esserlo, ho voluto che tale ambiguità fosse mantenuta nel testo definitivo, perché l’autodeterminazione dei popoli è un principio che va mantenuto a tutti i costi, anche fosse necessaria una dittatura per farlo. Decidete voi, fate voi, miei concittadini, miei elettori in potenza, senza facili battute sulla città calabra, e senza tante ulteriori rimostranze sul fatto che due anni fa ho deciso di cambiarle regione, solo a lei, in tutta la Basilicata, perché se una città sta meglio in un’altra regione, si mette in un’altra regione e muti, come anche Rovereto in Umbria. È la geografia fantastica, miei camerieri, come quella dei film fantasy, solo che è vera, come nei film veri.
Correte a casa e gettate via nell’apposito sacchetto tutte le ciance che avete. Scavate negli armadi e nei cassetti, nei comò e nei tiretti, e se fate prima, garantita è anche la rima. Via le ciance! Via! Non servono più, non sono mai servite, il paese non ne ha bisogno, noi tutti non ne abbiamo bisogno! Servono concretezza, concretudine, concretanza, concretanicità, concretaggine, tutte insieme spassionatamente. Serve la solidità dei solidi e la liquidità di Lapo Elkann. Basta con le liquidazioni, sì alle liquefazioni! Basta con le ciance, che vi si attaccano ai denti, vi spettinano, vi fanno aspettare fuori dai negozi, vi regolano male la pressione delle gomme, vi scrivono sbagliando indirizzo, vi indirizzano sbagliando scrittura, vi oleggiano, vi grumpono, rivellono, strileno, tropplantano, sgrumegnano. Basta farsi sgrumegnare dalle ciance. Bandiamole! Abbandoniamole! Abbasta!
Finite le ciance, non ci saranno più ciance.
Finite le ciance, saremo felici. Tutt’al più, meno tristi.
E una volta a casa date i vostri bambini a una carezza, e ditele che sono i bambini del Papa. Tanto quella ci crede.
Grazie!

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