Un brutto cavallo

Ci ho messo un po’ ad accorgermi che oggi è la giornata mondiale della poesia. Così, per rimediare, anche se di poesia ormai leggo più poco (a quell’età in cui tutti ci si sente un po’ poeti, invece, un po’ ne leggevo, e qualcuna addirittura ne ho scritta, poi il pianto accorato delle Muse mi ha distolto dall’impresa), voglio citare alcuni versi di una delle poesie più belle che mi siano capitate: “un cavallo da 340 dollari e una puttana da cento”, di Charles Bukowski:

… e qualche volta
quando guardi queste puttane queste puttane da cento dollari
qualche volta ti domandi se la natura non ha scherzato
a regalare tanto petto e tanto culo e la maniera
in cui sta tutto insieme, tu guardi e guardi e
guardi e non ci credi; ci sono le donne qualsiasi
e poi c’è qualcos’altro che ti fa venire voglia
di sfondare quadri e spaccare dischi di Beehtoven
sul coperchio del cesso…

e che finisce così:

e tante grazie a un brutto cavallo
che ha scritto questa poesia.

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