Senso dell’orientamento

Dove diavolo sono finito? Guarda te che mi sono perso. Così imparo, camminare sovrappensiero. Devo aver svoltato da qualche parte senza farci caso. E ora? Dove sono? Vai a sapere. Vagare così, senza badarci, dove ho la testa? E adesso me ne sto qui, sperso. Aspetta, ma quello non è… No, mi sbaglio. Non lo riconosco proprio, ‘sto posto. Che rincoglionito. Da quant’è che cammino, un quarto d’ora? Anche meno. Non è che posso essere arrivato chissà dove. Prendo e torno indietro. Faccio la strada a ritroso e il gioco è fatto. Eh, a ricordarmi le svolte però. Guarda che situazione. Meglio non raccontarla questa. Fosse notte, potrei capirlo, ma in pieno giorno. Ora da questa parte. Mi pare. Qui – aspetta -, qui ci sono già passato. Mi ricordo. All’andata. La direzione è giusta. Ecco, mi pare… Sì, ci sono, ci sono. È fatta. Sono di nuovo in salotto.

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