Manifesto del Dietrismo

Ammettiamolo, l’Arte non ha più niente da dire. Stiamo riciclando più di un ambientalista strafatto di ginseng. Abbiamo messo il prefisso post così tante volte alle varie correnti artistiche che l’unica via d’uscita è iniziare a usare post-post, o superpost, o megapost, che però sembra un sito per vedere i film in streaming e non funzionerebbe.

Abbiamo scritto tutto lo scrivibile, dipinto tutto il dipingibile, scolpito tutto lo scolpibile, opinato tutto l’opinabile. Abbiamo esaurito ogni combinazione, possibilità o idea, comprese le idee sulle idee, che giacciono nell’iper-iperuranio, o negli articoli di critica letteraria.

Non se ne può più produrre d’originale, perciò l’Arte è finita.

Di conseguenza, si inaugura qui un nuovo movimento artistico ben consapevole dell’esaurimento dell’originalità nel mondo, conscio dell’impossibilità ideale e materiale dell’artista di dar vita a un’opera davvero nuova, davvero ispirata. Un movimento che non sceglie la via banale dello smettere di fare, perché comunque in qualche modo bisogna campare, e già il comparto artistico è in crisi, e insomma non facciamoci prendere dal panico, continuiamo a produrre, a fare, ma facciamolo rendendoci conto, e rendendone conto allo spettatore, al lettore, a quello che passava lì per caso e si è trovato un’opera d’arte davanti, che tutto quello che si fa d’artistico, non vale mica la pena.

Ed è così che il Dietrismo agisce, consapevole della fine dell’arte ma volendo salvare capra e cavoli: voltando l’opera dall’altra parte. Dietro.

Volete dipingere? Va bene. Ma poi il quadro, esposto, va rivolto verso il muro. Contempleremo il retro della tela, perché tanto non c’è più niente da vedere.

Volete scrivere? Non c’è problema. Ma scrivete sulla pagina dietro. Lasciate che il lettore non legga il già letto, e si fermi alla pagina bianca.

Volete scolpire? Ok, ma lasciate l’opera dietro una tenda, o dietro un muro, vedete voi.

Volete suonare? Adesso vediamo bene come attrezzarci in merito.

Il Dietrismo è l’univa via possibile. Oddio, ci sarebbe anche la guerra atomica che spazza via tutto e tutti e ci riporta all’età della pietrà, ma eviterei d’agire d’impulso.

Solo rimanendo dietro, l’Arte potrà andare avanti in qualche modo.

Se siete d’accordo, mettete una firma qui dietro.

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on TumblrShare on Google+

10 thoughts on “Manifesto del Dietrismo

  1. Uff, stavo pensando se mettere una firma per eliminare in fretta la questione perchè sono disgustosamente pigra, o se farci un post di risposta (l’argomento mi riguarda abbastanza da vicino) e visto che è categorized in: “satira” (toh?) quest’ultima sembra che preveda un contenuto etico/morale che dovrebbe far riflettere, così dicono.
    Non prometto. Però questo tuo scritto è una chicca 😉

  2. Potrebbe rivelarsi l’unico metodo per far ritornare l’arte al suo vero essere: stimolo per il pensiero. Io metto dietro la mia firma, ma ad una condizione… Anche dell’ “artista” mostriamo solo il lato b

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *