Macchina da scrivere

Ho sempre pensato che uno degli errori più gravi degli studi sull’Intelligenza artificiale fosse partire dal presupposto che ne esistesse sul serio una naturale.

Quando si tratta d’intelligenza delle macchine succede spesso che ci si ritrovi a fare confronti con quelle capacità che consideriamo uniche e distintive degli esseri umani, prima fra tutte la creatività, e a porci domande del tipo: può una macchina comporre una sinfonia, o scrivere una poesia, oppure un romanzo?

Ora, io non so se una macchina possa riuscire a scrivere una sinfonia, però sono sicuro che io non ce la farei. Anche sulla poesia ho dei dubbi. Per quel che riguarda un romanzo, invece, sono sicuro che una macchina ce la farebbe.

L’altra sera, infatti, sono stato alla presentazione di un libro. E a un certo punto l’autore ne ha letto un pezzo.

Sento questa sintassi precisa, il lessico misurato, l’andamento senza scossoni dei periodi, le parole pesate, la punteggiatura da manuale, una prosa igienica, quasi disinfettata, e penso: ecco, alle macchine non manca poi tanto, per raggiungerci.

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