Cosa resta dei Mondiali

In ordine sparso.

Gli arbitri, che dopo microfono e cuffiette ora hanno anche la bomboletta spray, in un percorso che li sta trasformando negli unici veri perfomer degli incontri calcistici.

Buffon, che credo sia lì da quando ha lasciato Zoff. O no?

Gli stadi, che ci hanno speso tanto, non li hanno finiti, li hanno messi in posti assurdi e fra un po’ non serviranno a niente. Tutte cose a cui siamo abbastanza abituati, in Italia. Solo che da noi si fa con gli ospedali, di solito.

Pirlo, che quando chiuderà la carriera calcistica gli daranno una cattedra in Geometrie non euclidee, in qualche università.

I discorsi sul meteo che sono passati da riempitivo per silenzi imbarazzanti a concetto fondante delle prestazioni sportive. Che rivincita.

Balotelli, questo ragazzotto un po’ scapestrato che sa fare i miracoli ma poi non li fa. Come qualsiasi altro santo, d’altronde.

Il confronto tra Rai e Sky:
– Sky stravince.
– Occhei però Sky lo paghi.
– E il canone allora?
– Costa meno, in confronto.
– Mica tanto. Quant’è il canone?
– Ah no, non lo so, non lo pago mica.

Chiellini, che gli hanno dato un morso, e tutti a scandalizzarsi, ma lui, lo vedi, ha la faccia di quello che sta pensando “Ma sì, capita”.

Le partite trasmesse a quegli orari assurdi in cui, di bello, in TV, c’è solo Ghezzi che doppia se stesso fuori sincro.

Prandelli, che nessuno mi toglierà dalla testa che assomiglia a Riccardo Fogli.

La goal line technology. Che secondo me nelle favelas ci si stanno ancora ammazzando dalle risate.

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3 thoughts on “Cosa resta dei Mondiali

  1. Leggevo tentando di capire come diavolo avresti inserito Riccardo Fogli in un post sui mondiali, quindi forse non gli somiglia così tanto. Sebbene ogni volta che lo vedevo pensavo “A chi somiglia? A chi somiglia?”

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